"Petrolio a 200 dollari al barile": lo Yemen minaccia il blocco che farà saltare i mercati dell'energia

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"Petrolio a 200 dollari al barile": lo Yemen minaccia il blocco che farà saltare i mercati dell'energia

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Il movimento di resistenza yemenita Ansar Allah ha lanciato un duro avvertimento sulla possibile chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, una minaccia che rischia di destabilizzare i mercati globali. Mohammed al-Farah, membro dell’ufficio politico del movimento popolare, ha dichiarato che "Bab el-Mandeb verrà collegato allo Stretto di Hormuz e il prezzo del petrolio raggiungerà i 200 dollari al barile".

Secondo quanto trapelato, lo Yemen potrebbe bloccare il cruciale passaggio marittimo in coordinamento con Teheran – pronta a fare lo stesso a Hormuz – in risposta alle ostilità di Washington e al mancato rispetto del Memorandum d’intesa siglato a giugno tra Stati Uniti e Iran.

L'escalation verbale segue un raid dell'Arabia Saudita contro l'aeroporto internazionale di Sana'a, azione a cui le autorità yemenite hanno promesso una risposta immediata. Con questo attacco, Riyadh ha tentato di impedire l'atterraggio di un aereo iraniano che trasportava cittadini yemeniti, nel tentativo di mantenere il blocco aereo sulla capitale. L'ingaggio non ha però fermato la missione: il velivolo iraniano ha deviato la rotta atterrando nello scalo di Al-Hudaydah, nello Yemen occidentale, una mossa con cui Teheran ha voluto dimostrare nei fatti l'intenzione di forzare il blocco saudo-statunitense.

L'importanza vitale di Bab el-Mandeb

La posizione geografica dello Yemen lungo lo stretto di Bab el-Mandeb pone il Paese al controllo di uno dei corridoi marittimi più trafficati e strategici del pianeta. Questo braccio di mare collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden e il Mar Arabico, rappresentando lo snodo fondamentale tra l'Asia, il Corno d'Africa e l'Europa attraverso il Canale di Suez.

L'impatto economico di questa rotta è immenso:

  • Idrocarburi: Ogni giorno vi transitano oltre 8 milioni di barili di petrolio e 58 navi cariche di gas naturale liquefatto (GNL).
  • Merci globali: Circa il 40% degli scambi commerciali complessivi tra Asia ed Europa passa da qui, inclusi il 20% del commercio marittimo globale di riso e grano e il 40% di quello dei fertilizzanti.
  • Valore economico: Il flusso annuale di beni e servizi supera gli 800 miliardi di dollari, sfiorando la quota dei 1.000 miliardi, una cifra superiore al PIL dell'intera regione.

Lo spettro del blocco totale e il fattore Arabia Saudita

L'eventuale chiusura dello stretto avrebbe conseguenze catastrofiche a causa dell'assenza di rotte alternative efficienti. Tutto il petrolio e il gas diretti dal Golfo Persico all'Europa via Suez devono necessariamente transitare da Bab el-Mandeb. L'unica deviazione possibile – la circumnavigazione dell'Africa verso lo Stretto di Gibilterra – allungherebbe i tempi di navigazione di ben 8-9 giorni, facendo impennare i costi di nolo e mandando in crisi le catene di approvvigionamento mondiali.

Nel tentativo di ridurre la propria dipendenza dal corridoio di Hormuz, l'Arabia Saudita ha costruito negli anni un oleodotto strategico per spostare il greggio dai giacimenti orientali direttamente ai porti del Mar Rosso. Tuttavia, questa infrastruttura rimane geograficamente esposta alla gittata dello Yemen. In caso di attacco o interruzione, la capacità di esportazione saudita subirebbe un crollo verticale, rischiando di azzerare quasi completamente la produzione del Regno.

La morsa combinata su Hormuz e Bab el-Mandeb creerebbe un effetto domino devastante, non limitato ai soli mercati energetici ma esteso alle forniture alimentari e alle materie prime industriali di tutto il mondo.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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