Petrolio alle stelle: l'attacco degli USA e la mossa sull'Iran fanno impennare il Brent
Il prezzo del petrolio Brent ha registrato un ulteriore balzo in avanti nella giornata di mercoledì. A innescare i rincari sono stati i nuovi attacchi aerei condotti dall'esercito statunitense e la revoca, da parte di Washington, della deroga che consentiva a Teheran di esportare greggio sui mercati globali.
Attorno alle 06:00 GMT, il benchmark internazionale viaggiava in rialzo di oltre il 3,3%, attestandosi a 76,6 dollari al barile. Dall'inizio della settimana, le quotazioni del Brent sono aumentate di oltre il 6%: a pesare sono le rinnovate tensioni nello Stretto di Hormuz, che alimentano i timori di pesanti interruzioni nelle forniture energetiche globali.
Stop alle licenze sul greggio iraniano
Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato che l'Ufficio per il controllo dei beni esteri (OFAC) ha revocato la Licenza Generale X. Il provvedimento autorizzava la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano in base all'accordo provvisorio siglato tra Washington e Teheran.
La stretta della Casa Bianca è scattata in seguito ai recenti attacchi contro alcune navi in transito nello Stretto di Hormuz, tra cui una metaniera del Qatar e una petroliera saudita. Eventi geopolitici che stanno spingendo armatori e produttori regionali a evitare questa vitale via navigabile. Un funzionario statunitense ha dichiarato alla CNBC che le azioni dell'Iran nello Stretto sono "totalmente inaccettabili" e che avranno pesanti conseguenze.
Forniture a rischio e inversione di rotta
L'escalation mette a rischio l'accordo di pace provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti di strozzatura (chokepoint) energetica più critici del pianeta, snodo cruciale per il transito di enormi volumi di greggio, prodotti raffinati e gas naturale liquefatto (GNL).
Questi ultimi sviluppi segnano una netta inversione di tendenza rispetto alle precedenti previsioni del mercato, che stimavano un eccesso di offerta dopo la decisione dell'OPEC+ di aumentare le quote di produzione.


