Polemiche dopo i colloqui di Istanbul tra Teheran e il Gruppo dei 5+1.
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Polemiche dopo il colloquio di sabato tra il cosiddetto Gruppo dei 5+1 e l'Iran sul controverso programma nucleare di Tehran. Definiti “costruttivi ed utili” dall'Alto rappresentante della politica estera dell'UE Catherine Ashton ed un negoziato serio dal regime iraniano, i colloqui proseguiranno il 23 maggio in un nuovo incontro a Baghdad. Saeed Jalili, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale (Snsc) a guida della delegazione iraniana, ha ribadito che l’obiettivo dell’attività nucleare iraniana è “produrre energie, no armi”. Jalili, citato dai media iraniani, ha poi riconosciuto “l’approccio positivo” delle controparti nei colloqui, segno di un’evoluzione del “processo di cooperazione nucleare nei due settori chiave del disarmo e della non proliferazione”.
Dura la presa di posizione del governo israeliano. “'La mia prima impressione e' che all'Iran sia stato fatto un regalo. Ha cinque settimane per proseguire l'arricchimento dell'uranio senza alcun limite'', aveva dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sottolineando come la fine di tutti i programmi d'arricchimento nucleare non deve esser negoziabile. La risposta al governo israeliano è arrivata dal presidente americano Barak Obama, il quale, a margine del vertice delle Americhe a Cartagena, in Colombia, ha dichiarato: ''Sono stato molto chiaro all'Iran e ai nostri partner negoziali. Finora non abbiamo concesso nulla all'Iran, se non l'opportunità' di negoziare'. L'Iran deve fermare immediatamente tutti i programmi di arricchimento, portare fuori dal paese tutto il materiale arricchito e smantellare il sito di Qom'', ha dichiarato il presidente statunitense.
Dal 2003 i sei mediatori cercano di convincere l’Iran a porre un freno al suo programma di arricchimento dell’uranio, secondo l’Occidente finalizzato alla produzione di armi atomiche. I negoziati erano stati sospesi più di un anno fa, durante un vertice tenutosi sempre a Istanbul.


