Polonia, smentita la fake news sul missile russo: il danno causato da un razzo polacco!

Svolta nell'inchiesta sull'incidente di Wyryki: il quotidiano Rzeczpospolita rivela che la casa fu colpita da un razzo di un F-16 polacco, non da un drone russo. Scoppia la polemica politica: il governo accusato di aver nascosto la verità.

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Polonia, smentita la fake news sul missile russo: il danno causato da un razzo polacco!

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di Francesco Fustaneo

 

Quella che per giorni era stata presentata al mondo come una prova incontrovertibile dell’aggressione russa ai danni di un paese NATO da un momento all’altro, invece si è tramutata  in una verità scomoda e imbarazzante per il governo polacco. La fake news in questione è stata ufficialmente smentita dalle rivelazioni del  quotidiano polacco  Rzeczpospolita.

Il fatto risale alla notte tra il 9 e il 10 settembre, quando uno sciame di droni “ russi”  violava  lo spazio aereo polacco. Un’abitazione nel villaggio di Wyryki, nella Polonia orientale, subiva gravi danni che  venivano dalle autorità di Varsavia  imputati proprio all’incursione “nemica”. Il governo ha utilizzato finanche una foto della casa distrutta come prova durante una sessione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 12 settembre scorso, dove il viceministro degli Esteri, Marcin Bosacki, ha accusato  pubblicamente Mosca.

 

La smentita: il missile "amico"

Il 16 settembre, invece come prima  anticipato, Rzeczpospolita ha ribaltato completamente la narrazione ufficiale. Secondo la testata che avrebbe consultato fonti dell’intelligence polacca, l’edificio è  stato in realtà colpito da un razzo aria-aria lanciato da un caccia F-16 polacco. Il missile, partito per intercettare uno dei droni “invasori”, avrebbe subito un "malfunzionamento del sistema di guida", mancando il bersaglio e schiantandosi sull’abitazione civile. Fortunatamente non c’erano state vittime.

 

Il terremoto politico

La rivelazione ha scatenato un terremoto politico a Varsavia. L’opposizione di destra (PiS e Confederazione) ha accusato il governo di centro-sinistra del Premier Donald Tusk di aver occultato la verità e di aver mentito all’opinione pubblica polacca e internazionale.

Il presidente Karol Nawrocki ha protestato ufficialmente per non essere stato tenuto all’oscuro dei fatti, chiedendo spiegazioni chiare. L’ex premier Mateusz Morawiecki (PiS) ha parlato di “menzogne che distruggono l’unità nazionale”, mentre l’ex ministro della Difesa Mariusz B?aszczak ha affermato che “nascondere informazioni alimenta la propaganda russa”.

 

La difesa del governo

Il governo in evidente imbarazzo ha provato a difendersi sostenendo che, in ogni caso, la responsabilità ultima rimane della Russia: senza l’incursione dei droni, il missile non sarebbe mai stato lanciato. Il Premier Tusk, su X, ha commentato: "La piena responsabilità per i danni ricade sugli autori della provocazione con i droni, ovvero la Russia", promettendo informazioni esaustive a indagini completate. Il ministro della Difesa W?adys?aw Kosiniak-Kamysz ha negato di aver nascosto informazioni, affermando che tutto è stato reso noto appena verificato. Tuttavia, la contraddizione rimane: il viceministro Bosacki dal canto suo ha ammesso di aver appreso la verità proprio dalla lettura del giornale.

 

Il precedente

Quello di Wyryki non è un caso isolato. Viene subito alla memoria  l’episodio di Przewodów nel novembre 2022, quando un missile di difesa aerea ucraino, partito per intercettare un attacco russo, cadde per errore in territorio polacco uccidendo due persone. Anche in quell'occasione, le prime versioni parlarono di un attacco russo diretto, prima che le indagini chiarissero definitivamente la reale dinamica  poi e cadde il silenzio: nessun politico  in Polonia si prese però  la briga   di accusare Kiev né, figurarsi, di attivare  consultazioni con i paesi alleati invocando l’articolo 4 della Nato.

L'episodio dimostra quanto, in tempo di guerra ibrida, la disinformazione possa diffondersi rapidamente, soprattutto in Europa e soprattutto quando si parla di Russia.

Francesco Fustaneo

Francesco Fustaneo

Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie presso l'Università degli Studi di Palermo.
Giornalista pubblicista dal 2014, ha scritto su diverse testate giornalistiche e riviste tra cui l'AntiDiplomatico, Contropiano, Marx21, Quotidiano online del Giornale di Sicilia. 
Si interessa di geopolitica, politica italiana, economia e mondo sindacale

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