Presidenziali Usa 2012: a cinque giorni dal voto, la tregua Sandy è finita

Romney usa toni duri contro Obama sull'economia. Il presidente ottiene il sostegno di Bloomberg

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Presidenziali Usa 2012: a cinque giorni dal voto, la tregua Sandy è finita

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Dopo la tregua provocata dall'uragano Sandy, è ripresa la campagna elettorale americana in vista del voto di martedì 6 novembre. I sondaggi nazionali mostrano che la corsa tra il presidente Barack Obama e lo sfidante Mitt Romney si giocherà sull'ultimo voto ed i due contendenti passeranno gli ultimi giorni negli otto Stati incerti che decideranno a chi andranno i 270 voti elettorali necessari per conquistare la Casa Bianca. Obama è salito ieri nel Wisconsin, prima tappa di un viaggio che lo porterà anche in Nevada e Colorado ed infine nell'Ohio. Romney ha fatto campagna in tutta la Virginia. 
Accesi i toni scelti dal candidato republicano: Romney ha accusato Barack Obama di voler portare l’America “in una crisi economica come quelle di Europa, Italia e Spagna. Se siete un imprenditore e state pensando di avviare un’attività dovete chiedervi - dice Romney parlando a Raonoke, in Virginia - se l’America è sulla strada della Grecia, Obama ci porta verso una crisi economica come quelle in Europa, Italia e Spagna?”. Lo scopo dell'ex governatore del Massachusets è quello di contestare ad Obama la scelta di riunire le agenzie governative che si occupano di attività economiche in un unico dipartimento sotto il ministero delle Attività produttive al fine di “aumentare il controllo sull’economia” con misure stataliste “contrarie alla libertà americana”. L’offensiva di Romney era iniziata, domenica, con il lancio di uno spot tv in Michigan, Ohio e Iowa in cui si accusava Obama di aver “venduto Chrysler agli italiani” con il risultato che “la Jeep vuole spostare posti di lavoro in Cina”. Superata la parentesi di Sandy, la Casa Bianca risponde con determinazione. “La tesi dello spot di Romney sull’auto è senza vergogna”, tuona il vicepresidente Joe Biden, mentre il Team Obama lancia un contro spot nel quale si afferma: “le affermazioni di Romney sono del tutto inesatta, per Gm si tratta del peggior cinismo politico e per il ceo di Chrysler è semplicemente falso”.
La pausa della campagna elettorale a causa dell'uragano Sandy che si è abbattuto sulla costa orientale degli Usa ha prodotto un insperato beneficio per Obama, il quale ha avuto le lodi dell'influente governatore repubblicano del New Jersey, Chris Christie, un sostenitore di Romney, e ha passato giorni interi a sovrintendere alle operazioni federali di soccorso, in una dimostrazione di leadership presidenziale che ha messo alle corde Romney. “Abbiamo affrontato uno degli uragani peggiori della nostra vita - dice Obama - siamo stati a fianco delle vittime ed aiutato i sopravvissuti, quando i disastri ci colpiscono l’America dà il meglio, non ci sono più democratici o repubblicani ma solo americani”. E’ un linguaggio presidenziale, per presentarsi nelle vesti di leader bipartisan, capace di attirare i voti del 5 per cento di elettori ancora incerti. A sostenerlo trova il sindaco di New York, Michael Bloomberg, un repubblicano passato tra le fila degli indipendenti che non aveva appoggiato nessuno nel 2008. “Obama considera i cambiamenti climatici un problema urgente che minaccia il nostro Pianeta, voglio un presidente che consideri la scienza al di sopra della politica”. 
Ma per il guru repubblicano Karl Rove si tratta di mosse tardive che non riusciranno ad evitare la sconfitta di Obama. “Vincerà Romney con almeno 279 voti elettorali e il 53 per cento dei voti, la vittoria arriverà poco dopo la mezzanotte del 6 novembre”. Il sondaggio nazionale Reuters/Ipsos di ieri ha mostrato ancora un testa a testa, con Obama al 47% e Romney al 46%, in linea con le altre indagini demoscopiche dei giorni scorsi.

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