Primo si del Bundestag agli aiuti alla Grecia
"Un default della Grecia comporterebbe il crollo dell'euro", il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble
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Via libera della camera bassa del Parlamento tedesco al terzo pacchetto di aiuti per la Grecia, volto a ridurre il rapporto debito/pil di Atene al 124% entro il 2020. Nessun dubbio alla vigilia sull'approvazione, dato che i due partiti principali d'opposizione, Spd e Verdi si erano espressi in modo favorevole, ma il voto era un test fondamentale per la tenuta della coalizione di centro destra del cancelliere Angela Merkel. Il leader socialista e sfidante alle prossime elezioni nazionali nel 2013, Peer Steinbruck, ha giustificato il voto favorevole del suo partito non come “supporto alle politiche del governo, ma come responsabilità politca verso l'Europa”. Il Parlamento ha quindi sbloccato 43,7 miliardi di aiuti per la Grecia con 473 voti a favore, solo 100 i contrari ed 11 astenuti.
Prima del voto, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, nel pesentare ai parlamentari le misure da adottare, aveva descritto uno scenario estremamente pessimista, per gli effetti di un eventuale default della Grecia che “potrebbero comportare un processo che potrebbe portare al crollo dell'euro. Tutti gli osservatori internazionali hanno rilevato che Atene sta lavorando con grande impegno alle riforme. Oggi decidiamo per i cambiamenti – necessari per rendere possibile le riforme ed il pagamento per Atene", ha continuato il ministro. “Non possiamo permetterci di iniziare un processo che porta alla rottura dell'intera zona euro”, con queste ultime parole Schauble ha chiesto il voto favorevole dei parlamentari tedeschi.
La maggioranza dell'opinione pubblica tedesca rimane scettica su queste misure. In particolare, la popolazione è certa, nonostante le smentite del governo, dell'inevitabilità del cosiddetto “haircut”, vale a dire la cancellazione di buona parte del debito greco posseduto dal governo tedesco, Bce e le altre istituzioni pubbliche nazionali ed europee.
L'Adedy, uno dei due maggiori sindacati della Grecia, che raggruppa i dipendenti statali, ha indetto intanto per oggi una nuova astensione dal lavoro, in segno di protesta contro il pacchetto di misure di austerità approvato dal Parlamento ellenico che prevede, fra l'altro, la messa in mobilità di un numero imprecisato di dipendenti statali, condizione considerata indispensabile dalla troika (Fmi, Ue e Bce), per dare via libera alla concessione della nuova tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro alla Grecia.


