"Proteggere con dazi il lavoro e le industrie chiavi del paese". Giovanni Sartori
1901
Sul Corriere della Sera di oggi Giovanni Sartori parla del “girotondo vizioso” in cui un paese come l'Italia si è intrappolato a causa di “una Comunità europea indifesa e indifendibile nella sua economia produttiva e nei suoi livelli di occupazione”. Ed in particolare, dichiara che “era ovvio” che la globalizzazione avrebbe portato la disoccupazione europea con la possibilità di dislocare in paesi dove i salari sono fino a 20 volte inferiori a quelli nostri.
Per far tornare il lavoro nell'Unione Europea, prosegue Sartori, bisogna fare come gli Stati Uniti e il Regno Unito: proteggersi. Non si può pensare al federalismo, che richiede un elemento imprescindibile mancante: una lingua comune, ma ricordare che la industrializzazione dell’Europa continentale fu favorita e protetta da una unione doganale (inizialmente lo Zollverein tedesco). Nell'Unione Europea la protezione nazionale dovrebbe essere consentita, per esempio, dalla Banca centrale, che potrebbe anche permettere barriere interne per la difesa del lavoro e delle industrie chiave nei Paesi che le hanno perdute.
Con un debito che supera il 130% ed una disoccupazione giovanile superiore al 40%, Sartori conclude che però uscire dall'Europa e dall'euro, come chiede un numero maggiore di persone, sarebbe un rischio troppo alto e non lo raccomanda. Preferisce, dunque, che si resti “intrappolati” in questo girotondo vizioso.


