"Putin è il vincitore della crisi ucraina, almeno per il momento", Joseph Nye

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"Putin è il vincitore della crisi ucraina, almeno per il momento", Joseph Nye

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Secondo la maggior parte dei commentatori, scrive Joseph Nye su Project Syndicate, il presidente Vladimir Putin è il vincitore della crisi ucraina, almeno per il momento. L’annessione della Crimea, che Nikita Kruscev aveva arbitrariamente trasferito all’Ucraina nel 1954, è stata ampiamente acclamata in Russia. Ma a lungo termine, la vittoria di Putin non è così certa.
 
Tuttavia, la Russia ha pagato un alto prezzo per le sue azioni: il suo status internazionale. Il soft power generato dai Giochi Olimpici di Sochi è svanito immediatamente, la Russia è stata semplicemente espulsa dal G8 e in occasione del vertice sulla sicurezza nucleare a L'Aia, il presidente americano Barack Obama ha parlatodella Russia come di "una potenza regionale che manifesta la sua debolezza aggredendo i vicini".
 
Tutto questo ha qualche significato per Putin? Per Nye la risposta dipende dai suoi obiettivi.
 
Se, come sostengono alcuni osservatori, l'aggressione Putin proviene da un senso di insicurezza, i risultati sono incerti.

Putin avrebbe temuto di vedere la sua influenza minacciata in un paese vicino con il quale la Russia condivide profondi legami storici. Ma nonostante l'evidente influenza della Russia nell'Ucraina orientale russofona, l'impatto complessivo dell’ annessione della Crimea è stato quello di ridurre l'influenza russa nel paese, a vantaggio della nemesi di Putin, la NATO. 
 
Altri sostengono che la motivazione primaria per Putin sia stata quella di ripristinare lo status di “grande potenza" globale della Russia. Putin, un ex agente del Kgb in Germania orientale, è noto per aver definito la dissoluzione dell'Unione Sovietica " la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo . "
 
Per Putin, gesti come l'integrazione della Russia nel G8, il G20 e l'Organizzazione mondiale del commercio, e l’invito di un ambasciatore russo alle riunioni della NATO a Bruxelles, non potranno mai compensare l'espansione NATO ai confini della Russia, l'installazione di siti balistici di difesa missilistica in Europa orientale, o lo smembramento della Serbia. Il rovesciamento del colonnello Muammar Gheddafi in Libia e gli sforzi in corso per indebolire l’alleato del Cremlino, il presidente Bashar al-Assad, hanno peggiorato la situazione.
 
Le sue azioni in Ucraina hanno indubbiamente portato alcuni benefici tangibili alla Russia nel breve termine. Ma essi comportano anche costi meno visibili. Resta da vedere se l'audacia di Putin è valsa la pena.

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