Putin davanti le telecamere di Rossija 1: ”L’Europa ignora i contorni nazisti del conflitto ucraino”

"Una guerra tra Russia e Ucraina è uno scenario apocalittico quasi impossibile, che spero non si raggiunga mai"

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Putin davanti le telecamere di Rossija 1: ”L’Europa ignora i contorni nazisti del conflitto ucraino”

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di Eugenio Cipolla
 
I leader europei preferiscono ignorare i contorni nazisti del conflitto in Ucraina, anche se allo stesso tempo sono realmente interessati a risolvere la situazione. Sono le nove di sera (le sette in Italia) quando il cronista del primo canale russo chiede a Vladimir Putin se sia in grado di richiamare l’attenzione dei colleghi europei sull’ideologia nazista, divenuta, a suo dire, un vero e proprio trionfo a Kiev. La risposta è secca, laconica, ma rende bene il senso del pensiero di Putin: «Loro, i leader europei, cercano di non notarlo. Ma non importa, mi sembra che in loro ci sia il sincero desiderio di trovare un compromesso che porti a una soluzione definitiva del conflitto ucraino».
 
E’ un Putin agguerrito, ma soprattutto sicuro di se stesso, quello che ieri si è presentato davanti le telecamere di Rossija 1. Mentre a Washington Sergei Lavrov parlava al Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, accusando gli Stati Uniti di imporre unilateralmente soluzioni militari in tutto il mondo per curare i propri interessi, il presidente russo si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, attaccando Poroshenko e rassicurando i partner occidentali.
 
«Una guerra tra Russia e Ucraina è uno scenario apocalittico quasi impossibile, che spero non si raggiunga mai», ha detto Putin, esprimendo piena fiducia sul fatto che non sarà necessario adottare nuove misure diplomatiche urgenti per risolvere la situazione in Donbass o addirittura un “Minsk-3”. Gli accordi di Minsk, ha precisato, «non sono solo un documento sviluppato da Russia, Ucraina, Francia e Germania, ma sono stati sanciti dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e hanno assunto la forma di uno strumento giuridico, sostenuto da quasi tutta la comunità internazionale». Secondo il presidente russo, i paesi europei sono molto interessati alla normalizzazione della situazione in Ucraina. «L’attuazione degli accordi di Minsk – spiega Putin – è nell’interesse dell’Europa quanto della Russia. Nessuno vuole un conflitto alla periferia dell’Europa».
 
Putin ha poi definito le accuse di un coinvolgimento russo negli eventi tragici di Maidan «una totale assurdità». Qualche giorno fa, infatti, il presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, aveva riferito che, secondo i servizi di sicurezza ucraini, Vladislav Surkov, aiutante del presidente russo, era stato coinvolto negli eventi di Kiev dello scorso febbraio, quando nel centro della città morirono oltre cento persone a causa dell’acuirsi degli scontri. «E’ una sciocchezza assoluta questa, così lontana dalla realtà che mi chiedo da dove possa venire. Tali dichiarazioni sono basate su dati imprecisi. Chiederei più attenzione nell’usare i dati che arrivano sulle scrivanie dei miei omologhi ucraini».
 
Il riferimento, ovviamente, non può che essere a Petro Poroshenko. E’ sempre a lui che Putin si rivolge appena dopo, quando il cronista affronta il tema della Crimea. Nonostante le intenzioni dell’Ucraina palesate da Poroshenko in tarda mattinata di riprendersi la penisola che affaccia sul Mar Nero, Vladimir Putin appare irremovibile e definisce la mossa di Kiev una manifestazione di revanscismo: «La Crimea era e rimane russa. E sarà la casa di russi, ucraini, tatari di Crimea, greci e tedeschi. Per quanto riguarda la nazionalità, le persone che vivono in Crimea hanno fatto la loro scelta. E’ necessario che siano trattati con rispetto. E spero che i nostri partner, sia vicini che lontani, quando parlano di questo, considerino come criterio supremo della verità il parere del popolo».
 
Ora, secondo il capo del Cremlino, l’unica cosa da fare per la leadership «di un grande paese europeo come l’Ucraina» è quella di prendere misure per normalizzare la situazione del Paese. «Bisogna stabilizzare l’economia, la sfera sociale, stabilire un rapporto civile con il sud-est, al fine di garantire i legittimi diritti e gli interessi delle persone che vivono in Donbass». E se questo verrà fatto, è l’opinione di Putin, se l’accordo di Minsk verrà veramente rispettato, la situazione tornerà sicuramente alla normalità.

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