"Putin dietro la mozione di censura contro Ursula". Perché il timing della nuova fake dell'UE non è casuale....
di Vito Petrocelli
Ogni qualvolta si paventano spiragli di pacificazione per l’Ucraina, il sabotatore numero uno esce allo scoperto. Sempre. The show must go on.
Il giorno dopo che il leader del regime di Kiev apriva ad un nuovo round di negoziati con Mosca, i “fact checker” dell’Ue scoprono (ma tu guarda le coincidenze!) che in realtà la mozione di censura contro Ursula votata al Parlamento europeo nella sessione plenaria di luglio non fosse frutto della scelta dei partiti promotori, ma la trama di un complotto partorito al Cremlino.
Il fatto che dei parlamentari europei possano aver liberamente raccolto le firme necessarie per chiedere un voto di fiducia contro la peggior commissione nella nefasta storia dell’UE non viene neanche preso in considerazione dai burocrati di Bruxelles. E’ stata una trama di Putin, anche questa volta. Ed è così che oggi tutti i giornali italiani aprono con questo solito copia e incolla.
«Seguiamo da tempo le operazioni russe contro l'Ue e la Presidente della Commissione. I fact-checker indipendenti hanno chiaramente identificato tali operazioni nel contesto della mozione di censura», riferisce Thomas Regnier, uno dei portavoce della Commissione europea
Se vi chiedete chi sia esattamente Thomas Regnier, da una prima ricerca su internet resterete estremamente delusi. E allora domandiamoci: può un personaggio sconosciuto alla politica europea e internazionale citare anonimi “fact-checker” per dire che dietro ad una delle poche prerogative democratiche in mano al Parlamento europeo ci fosse Putin e sabotare così dei spiragli di pace?
Nel distopico mondo dell’UE, grazie ai media conniventi e complici, può. Quegli stessi media che negli stessi minuti (sempre per le incredibili coincidenze della democrazia) rilanciano anche questa "notizia":
Il capo del centro situazionale per l'Ucraina presso il ministero della Difesa tedesco, il generale di divisione della Bundeswehr Christian Freuding, ha detto ieri che Mosca intende lanciare contemporaneamente fino a 2.000 droni verso l'Ucraina: lo riportano i media ucraini. Questo "rappresenterà una seria sfida per il sistema di difesa aerea ucraino", ha aggiunto Freuding in un podcast. Servono "contromisure intelligenti", ha aggiunto, osservando che l'uso dei missili Patriot è illogico contro i droni kamikaze russi, il cui costo è di 30-50 mila euro, mentre un missile Patriot costa oltre 5 milioni...
Un generale di quel paese che ha scelto di entrare in guerra contro la Russia preso come fonte affidabile, al pari degli anonimi "fact-checker".
Dunque, in attesa che gli stessi anonimi fact-checker intervengano per segnalare quali interferenze permettano allo stato terrorista di Israele di essere ancora parte di un “accordo di associazione” con l'UE e libero da ogni sanzione - di fronte ai 18 pacchetti votati contro Mosca - i burocrati di Bruxelles si confermano il principale sponsor della terza guerra mondiale nel voler sabotare ogni possibile dialogo di pace. E in tempi di arsenali nucleari, per essere più precisi, la principale minaccia alla sopravvivenza della specie.
Il riarmo senza precedenti. I trattati anglo-franco-tedeschi che riecheggiano tristemente il periodo precedente al 1914 e quello precedente al 1939. Le fake news contro la Russia rese virali attraverso i media al soldo. Ma l’Italia dinanzi a tutto questo? Per parafrasare un famoso film: “Meloni reagisci. Dai rispondi. Meloni reagisci. Meloni dì una cosa sovranista. Meloni dì anche una cosa non sovranista, di civiltà. Dì una cosa. Reagisci....”

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