"Quando il genocidio è possibile". L'articolo di Times Of Israel che indigna il mondo
Dopo l'indignazione, le denunce della rete e sui social media il post di Yochanan Gordon è stato rimosso
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Il quotidiano Times Of Israel ha rimosso dalla sua pagina on-line un post scioccante dal titolo “Quando il genocidio è possibile” a firma Yochanan Gordon. Dopo l'indignazione, le denunce della rete e sui social media il sito ha subito questa trasformazione:

Way-Back Machine è riuscito a recuperare l'intero testo (per i macabri che vogliono approfondire il suo pensiero), che si conclude in questo modo:
"Sono tutti d'accordo che Israele ha il diritto di difendersi, oltre alla facoltà di poter esercitare questo diritto. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon lo ha dichiarato, Obama e Kerry ripetono sempre che nessuno può rimanere fermo quando centinaia di missili piovono sulle teste dei propri cittadini, ponendoli in chiaro pericolo. Sembra che l'unico punto di dissonanza sia il livello di offensiva da utilizzare in questa situazione.
Concludo con una domanda per tutti gli umanitari presenti. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiaramente affermato all'inizio di questa incursione che il suo obiettivo è restaurare una calma sostenibile per i cittadini di Israele. Abbiamo già stabilito che è responsabilità di ogni governo assicurare la sicurezza e l'integrità del proprio popolo. Se i leader politici e esperti militari ritengono che il solo modo di determinare una calma sostenibile è attraverso un genocidio, è questo possibile per ottenere questi scopi responsabili?"
"Sono tutti d'accordo che Israele ha il diritto di difendersi, oltre alla facoltà di poter esercitare questo diritto. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon lo ha dichiarato, Obama e Kerry ripetono sempre che nessuno può rimanere fermo quando centinaia di missili piovono sulle teste dei propri cittadini, ponendoli in chiaro pericolo. Sembra che l'unico punto di dissonanza sia il livello di offensiva da utilizzare in questa situazione.
Concludo con una domanda per tutti gli umanitari presenti. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiaramente affermato all'inizio di questa incursione che il suo obiettivo è restaurare una calma sostenibile per i cittadini di Israele. Abbiamo già stabilito che è responsabilità di ogni governo assicurare la sicurezza e l'integrità del proprio popolo. Se i leader politici e esperti militari ritengono che il solo modo di determinare una calma sostenibile è attraverso un genocidio, è questo possibile per ottenere questi scopi responsabili?"
L'autore, Yochanan Gordon, si è poi scusato, augurandosi la fine immediata delle ostilità e una pace nel minor tempo possibile. Ma come si può perdonare chi, attraverso il potentissimo strumento dell'informazione verso l'opinione pubblica, utilizza, perlopiù alla luce dei tragici eventi attuali di Gaza, la parola "genocidio" con questa drammatica freddezza?


