Quando la censura non fa notizia: Macri oscura il segnale di RT e TeleSur in Argentina

Il regime liberista decide di vietare la trasmissione a quelle emittenti di cui non può controllare la linea editoriale

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Quando la censura non fa notizia: Macri oscura il segnale di RT e TeleSur in Argentina

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Cala ancora una volta la scure della censura in Argentina. Questa volta a cadere sotto i colpi del regime neoliberista di Mauricio Macri è l’emittente russa RT. Secondo il comunicato ufficiale, il segnale del canale satellitare sarà oscurato entro 60 giorni. 

 

RT trasmette in Argentina dal 2014, anno in cui il presidente Vladimir Putin siglò un accordo con l’allora governo argentino guidato da Cristina Kirchner. Circa l’80% degli argentini sono raggiunti dal segnale di RT, che equivale a oltre 34 milioni di persone, che entro 60 giorni non troveranno più il canale russo sui propri schermi. 

 

La comunicazione arriva appena due giorni dopo che il governo presieduto da Mauricio Macri aveva decretato l’oscuramento del segnale di TeleSur, il canale all-news alternativo e regionale, fortemente voluto dal Comandante Chavez per combattere il cosiddetto «latifondo informativo» in America Latina. Nella regione, è sempre bene ricordarlo, i principali media sono controllati da gruppi privati che osteggiano apertamente i governi progressisti e socialisti. 

 

Le ragioni della censura imposta dal governo iper-liberista nei confronti di media come RT e TeleSur, è da ricercarsi nell’impossibilità di poter controllare la loro linea editoriale. Evidentemente Macri non vuole voci discordanti nel suo coro, tutti devono decantare le sue politiche, non rimarcare i danni che già stanno producendo in un paese fortemente segnato in passato dalla «larga poche neoliberal».

 

Intanto si intensifica la protesta contro Macri: migliaia di giornalisti e decine di sindacati che rappresentano i lavoratori del comparto informazione hanno protestato contro i licenziamenti di massa a Buenos Aires, e per chiedere al governo di fermare la chiusura di giornali e televisioni.

 

Secondo uno studio condotto dall’Unione della Stampa di Buenos Aires, oltre 1000 operatori dell’informazione hanno perso il lavoro nella sola capitale argentina dallo scorso dicembre, ossia da quando Mauricio Macri si è insediato alla guida del paese. La federazione sindacale che riunisce tutti i lavoratori del comparto informazione, ha reso noto che i licenziamenti nel settore sono già arrivati a 2500 in tutto il paese.  

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