Quello "strano" murales apparso alla stazione Termini prima della manifestazione del 29 novembre
di Agata Iacono per l'AntiDiplomatico
Il "murales" di Palombo apparso alla stazione Termini, proprio in vista della partecipazione di Francesca Albanese e Greta Thunberg alla manifestazione nazionale del 29 novembre a Roma, è una provocazione?
Il dipinto è di AleXsandro Palombo, uno street art italiano, e si intitola significativamente "Human Shields", (scudi umani).
Raffigura, alla vigilia della grande mobilitazione nazionale a Roma e della Giornata internazionale di solidarietà per il popolo palestinese, Greta Thunberg, attivista della lotta alla crisi climatica e della spedizione Sumud Flottila, e Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati.
Albanese e Thunberg sono raffigurate vicine, con le braccia conserte, con uniformi color kaki e una kefiah al collo. Albanese indossa un casco blu dell'Onu, mentre Greta ha ai suoi piedi un cartello "Skolstrejk för klimatet" (ovvero, "Sciopero per il Clima").
Alle loro spalle, una sagoma, in uniforme militare e con il volto coperto da un passamontagna, con la fascia di Hamas, che le abbraccia.
Palombo non è nuovo a queste costanti "provocazioni".
Non solo in Italia, si è sempre distinto per la raffigurazione iconica di Israele e dell'olocausto (quello degli ebrei).
All'indomani del 7 ottobre ha imperversato soprattutto a Milano, raffigurando "il dolore degli ostaggi israeliani" e condannando, "senza se e senza ma", la resistenza palestinese.
Famosi i suoi murales I Simpson vanno ad Auschwitz e quelli dedicati ai sopravvissuti ad Auschwitz Liliana Segre, Sami Modiano, Edith Bruck.
Anna Frank è raffigurata con la bandiera israeliana vicina ad una bambina palestinese che brucia i simboli di Hamas.
Tutte le sue opere tendono a denunciare la resistenza del popolo palestinese, attribuendone la sofferenza, il martirio, il genocidio, non al colonialismo d'insediamento sionista, ma ad Hamas.
Chi c'è dietro Palombo?
Leggiamo da Ejpress: https://ejpress.org/art-
"Dopo i ripetuti atti vandalici avvenuti a Milano, il Museo della Shoah di Roma ha acquistato le tre opere dedicate ai sopravvissuti per la sua collezione permanente. Ora sono esposti davanti all'antico Portico d'Ottavia, nel cuore dell'ex ghetto ebraico e a pochi metri dalla Sinagoga. Si è trattato di un importante atto di resistenza, per far sì che queste opere di memoria siano oggi conservate e protette".
Lo stesso autore, intervistato spesso, (nonché atipicamente loquace per essere un artista che si esprime solo attraverso la forza della street art), ha dichiarato:
"Oggi assistiamo a una guerra ibrida che usa l'antisemitismo come arma sofisticata per infiltrarsi nelle democrazie occidentali, destabilizzarle dall'interno e minare i principi di libertà e di convivenza pacifica. La mia arte non cederà. Resisterà ad ogni forma di intimidazione e minaccia"
E ancora:
"Da molti anni dedico la mia arte alla Memoria e all'Olocausto, e negli ultimi due anni ho sentito il dovere morale di raccontare anche gli eventi del 7 ottobre e di denunciare l'antisemitismo che continua a diffondersi"
Palombo non si è limitato a questa campagna di hasbara.
Si era distinto anche per aver raffigurato a Milano "Il suicidio dello zar Putin", paventando evidentemente una gloriosa vittoria dei "valori occidentali", del battaglione Azov che legge Kant, dei figli di Bandera, eroe nazionale ucraino e responsabile dell'Olocausto degli ebrei polacchi, dell'Europa e della NATO buonissime contro la cattivissima Russia.
Almeno non gli si conoscono tatuaggi...
Si parlerà di questo murales, ma, temo, sbagliando.
Si sta chiedendo ad Albanese e a Thunberg, (guarda caso due donne vittime del patriarcato del miliziano mascherato), di esprimersi, prendendo le distanze da Hamas.
Ma è proprio questa la trappola.
Il falso piano di pace di Trump prevede proprio questo.
Normalizzare la cancellazione del popolo palestinese, vittima umanitaria di non si sa quale cataclisma naturale e criminalizzare la resistenza contro l'occupazione, negando il diritto internazionale a difendersi e autodeterminarsi.
E mi auguro che nessun relatore o partecipante alla manifestazione nazionale di sabato a Roma si senta in dovere di rimarcare i "distinguo" tra i buoni vittime e i cattivi resistenti...

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