Rappresaglia della Repsol nei confronti del governo argentino ma tremano anche le società di pesca galiziane
Sei delle ottantuno navi che trasportano gas naturale liquido che l'Argentina aveva contrattato a inizio anno per soddisfare il suo consumo energetico erano dellaRepsol. Dopo la nazionalizzazione del 51% di YPF, controllata di Repsol, il gruppo spagnolo ha adottato una rappresaglia quasi immediata: ha cancellato unilateralmente l'invio di questi carichi. Il governo argentino ha dovuto cercare rapidamente altri fornitori di gas, dato che la domanda è in crescita in questo periodo dell'anno, considerato che cominciano i primi giorni freddi dell'autunno australe.
Il governo argentino di Cristina Kirchner ha contrattato l'approviggionamento energetico da parte di navi della italiana ENI, della britannica BP e della brasiliana Petrobras a un prezzo maggiore del 26% di quello pattuito a inizio anno con Repsol. Il quotidiano Clarin ha calcolato che l'Argentina dovrà pagare 61,5 milioni di euro in più, una cifra che non può che aggravare il già alto deficit energetico annuale del paese sudamericano, che è previsto raggiunga quasi 4600 milioni di euro. L'escalation diplomatica tra Spagna e Argentina dovuta alla nazionalizzazione unilaterale della società YPF da parte di Buenos Aires porta i primi danni al paese sudamericano. Tuttavia tremano anche le società di pesca della Galiza che hanno creato importanti joint venture con aziende argentine e che temono che le possibili leggi, che Bruxelles potrebbe prendere limitando le esportazioni peschiere dal paese sudamericano, possano far naufragare il giro di affari attuali.


