Regno Unito: università e colossi delle armi alleati contro le proteste per Israele
Un'inchiesta congiunta condotta da Liberty Investigates e Al Jazeera ha rivelato che tredici università britanniche hanno tenuto colloqui con BAE Systems, il maggior produttore di armi del Regno Unito, per coordinare la gestione delle proteste pro-Palestina all'interno dei campus.
Email e documenti interni mostrano come gli atenei abbiano collaborato con il colosso della difesa per rafforzare le misure di sicurezza ed elaborare una risposta comune contro le mobilitazioni studentesche, che chiedevano l'interruzione dei legami finanziari con l'azienda. Sei delle istituzioni coinvolte — tra cui le università di Manchester, Nottingham e Birmingham — sono "partner strategici" di BAE Systems e ricevono complessivamente circa 20 milioni di dollari all'anno in finanziamenti. L'episodio ha suscitato la ferma condanna di Gina Romero, relatrice speciale dell'ONU, e dell'ex leader laburista Jeremy Corbyn, i quali hanno denunciato una crescente repressione del dissenso e il prevalere degli interessi aziendali sulla libertà di ricerca.
L'indagine evidenzia inoltre casi specifici di monitoraggio dei social media e sanzioni agli studenti. Questo stretto legame s'inserisce in un contesto di grave crisi finanziaria per gli atenei del Regno Unito, spinti a cercare risorse nel settore della difesa. Secondo la Palestine Solidarity Campaign, oltre 100 università britanniche mantengono investimenti per un totale di 610 milioni di dollari in aziende legate all'industria militare e alla fornitura di armamenti.
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