Repubblica Centrafricana: La Comunità Economica dell'Africa Centrale al lavoro per il dialogo tra Bangui e i ribelli di Seleka
I ribelli chiedono le dimissioni del presidente Bozizé e l'attuazione degli accordi di pace del 2007
I Paesi della Comunità Economica dell’Africa centrale, decisi a impedire la caduta di Bangui, hanno iniziato a inviare rinforzi per proteggere la capitale della Repubblica Centrafricana, minacciata dai ribelli della coalizione Seleka – composta da membri della Convenzione dei patrioti per la giustizia e la pace (Cpjp), della Convenzione dei patrioti della salvezza e del Kodro (Cpsk) e dell’Unione delle forze democratiche per il raggruppamento (Ufdr) - che controllano gran parte del paese, chiedono le dimissioni del presidente François Bozizé e minacciano la presa di Damara, considerata “una linea rossa” dall’Organizzazione regionale africana. I rinforzi, provenienti da Ciad, Congo-Brazzaville e Camerun, dovrebbero portare a 760 il numero dei soldati della Forza Multinazionale dell’Africa Centrale (FOMAC), schierata dal 2008 nello Stato africano per contribuire a stabilizzare un paese afflitto da ribellioni croniche.
Nel suo messaggio di Capodanno, il presidente François Bozizé si è detto disposto alla formazione di un governo di unità nazionale con i ribelli di Seleka e a tenere colloqui a Libreville, in Gabon, per arrivare a una soluzione politica della crisi. I negoziati, che si svolgerebbero sotto l'egida dei capi di Stato della Comunità economica degli Stati dell'Africa centrale a Libreville, dovrebbero concentrarsi sull'attuazione degli accordi di pace firmati a partire dal 2007, come chiesto dai ribelli di Seleka. François Bozizé ha anche assicurato di non avere intenzione di presentarsi per un nuovo mandato presidenziale alle elezioni del 2016 e che avrebbe rispettato"le disposizioni costituzionali." Il portavoce dei ribelli, Eric Massi, ha però respinto l’offerta di dialogo e chiesto alla Fomac di intervenire contro gli arresti di sostenitori di Seleka ordinati dal governo.


