Repubblica Democratica del Congo: La Conferenza internazionale dei Grandi Laghi si chiude senza progressi

Disaccordo sulla composizione della “forza neutrale” da dispiegare nel Nord - Kivu

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Repubblica Democratica del Congo: La Conferenza internazionale dei Grandi Laghi si chiude senza progressi

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La Conferenza internazionale dei Grandi Laghi (Cirgl) si è conclusa senza nessun progresso circa il dispiegamento di una “forza neutrale” nella provincia del Nord-Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, per contrastare i ribelli del Movimento del 23 marzo (M23).  
La Presidenza ruandese ha diffuso una dichiarazione sul suo sito web nella quale si sottolinea il “costante progresso nella cooperazione tra gli Stati membri” e “il rinnovato impegno nella ricerca di una pace duratura basata sulle soluzioni fornite dalla regione dei Grandi Laghi ai problemi che li riguardano”. Nella dichiarazione, che non fa riferimento a nessun intervento militare, si legge come al Presidente ugandese, Museveni, ospite del vertice, sia stato affidato l’incarico “di proseguire il dialogo con i belligeranti” e “contattare altri Paesi africani pronti a fornire un contributo”
Secondo il servizio stampa dei leader della Conferenza, i partecipanti erano chiamati a "valutare le decisioni prese nei precedenti incontri per il consolidamento della pace e della sicurezza nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo", soprattutto in riferimento al dispiegamento di una "forza neutrale", le cui divergenti opinioni sulla composizione potrebbero allungare i tempi di dispiegamento.
Il Presidente congolese, Joseph Kabila, e quello ruandese, Paul Kagame, che si accusano a vicenda di sostenere i gruppi ribelli che si oppongono alle Forze Armate congolesi nella parte orientale della RDC, hanno concordato in linea di principio, la creazione di un tale forza, che si prevede di distribuire, nel migliore dei casi, nel mese di dicembre. Nessun accordo è finora stato raggiunto  sulla composizione.
Per Kinshasa, i 19 mila uomini della MONUSCO - la più grande missione delle Nazioni Unite nel mondo - devono essere coinvolti. Kigali diffida, invece, delle Nazioni Unite che, in un recente rapporto, ha accusato il governo ruandese di sostenere il Movimento ribelle del 23 marzo. 
 

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