Reuters: "Gli Stati Uniti stanno potenziando una base navale in disuso in Portorico"
Potenziamento della Base Militare di Roosevelt Roads: Movimenti Statunitensi nei Caraibi sotto Osservazione
Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters tramite l'analisi di immagini satellitari, gli Stati Uniti starebbero potenziando una base militare dismessa da tempo a Porto Rico, in una mossa interpretata dalla stampa internazionale come un preparativo per potenziali operazioni militari contro il Venezuela.
I lavori di costruzione presso l'ex base navale di Roosevelt Roads, chiusa oltre due decenni fa, sarebbero iniziati il 17 settembre. Le operazioni includono attività di sgombero e la ripavimentazione delle vie di rullaggio che conducono alla pista principale. Parallelamente, Washington starebbe ampliando le infrastrutture aeroportuali civili sia a Porto Rico che sull'isola di Saint Croix, nelle Iorse Vergini Americane. La posizione strategica di questi territori, situati a circa 500 miglia nautiche (circa 800 chilometri) al largo delle coste venezuelane, solleva interrogativi sulla loro destinazione d'uso finale.
Reuters ha intervistato tre funzionari militari statunitensi e tre esperti marittimi che hanno affermato che le nuove costruzioni a Porto Rico e nelle Isole Vergini indicano preparativi che potrebbero consentire alle forze armate statunitensi di svolgere operazioni all'interno del Venezuela. Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha ripetutamente affermato che gli Stati Uniti sperano di cacciarlo dal potere. “Tutte queste cose, credo, sono pensate per spaventare il regime di Maduro e i generali che lo circondano, nella speranza di creare divisioni”, ha detto a Reuters Christopher Hernandez-Roy, senior fellow del Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington.
Per monitorare l'attività militare statunitense nella regione negli ultimi due mesi, Reuters ha fotografato le basi militari statunitensi e ha esaminato immagini satellitari, dati di tracciamento di navi e voli e post sui social media. L'agenzia di stampa ha anche seguito i movimenti delle navi militari statunitensi attraverso reportage sul campo e foto e video di dominio pubblico.
Questi sviluppi infrastrutturali si inseriscono in un contesto di crescente tensione tra Washington e Caracas. L'amministrazione statunitense ha ripetutamente accusato il governo venezuelano di non adoperarsi sufficientemente nella lotta al traffico di droga, giustificando con questo pretesto un massiccio dispiegamento di forze militari nella regione caraibica.
In merito alle intenzioni offensive, il Miami Herald aveva in precedenza riportato, citando fonti anonime, che "l'amministrazione Trump ha preso la decisione di attaccare le installazioni militari all'interno del Venezuela e che gli attacchi potrebbero avvenire da un momento all'altro". Tali affermazioni sono state tuttavia smentite pubblicamente dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale, in un incontro con i giornalisti, ha negato di aver preso una decisione definitiva per sferrare attacchi contro il paese sudamericano. La contraddizione tra le dichiarazioni ufficiali e le attività logistiche documentate dai satelliti contribuisce a mantenere elevata l'incertezza sulla reale direzione della politica di Washington verso Caracas.

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