Reuters. I legami Grecia-Russia, una bomba geopolitica con il rischio default che aumenta
"Grexit o meno, i timori degli investitori aumenteranno in tutta la zona euro per il resto del 2015"
2985
Il primo ministro greco Alexis Tsipras e il CEO di Gazprom Alexei Miller hanno raggiunto un accordo la scorsa settimana per una “road map” per la costruzione di un progetto di gasdotto multi-miliardario per portare l'idrocarburo dalla Russia direttamente alla Grecia. “Il piano di lungo periodo è una bomba geopolitica pronta ad esplodere, con i legami tra Grecia e Russia che potrebbero creare una diversione profonda all'interno dell'eurogruppo”. Lo scrive Andrew Hammond su Reuters.
La Grecia è ora impegnata in quella che Hammond definisce una “pericolosa giocata di poker”. Ha appena emesso un decreto che blocca i portafogli delle riserve di denaro deil settore pubblico e ha fatto diversi piani per nazionalizzare il settore bancario e introdurre una moneta parallela per pagare i conti nel caso in cui le riserve di denaro siano esaurite.
Tsipras ha insistito che vuole tenere la Grecia nell'euro, ma non appare in possesso di una strategia chiara per negoziare con i creditori internazionali in vista di quest'obiettivo, prosegue Hammond. Atene ha ripetutamente avvisato di “scontri maggiori” che sono necessari con questi creditori per agevolare il peso del debito del paese che oggi supera il 175% del Pil.
All'inizio del mese, Tsipras ha accettato di incontrare il presidente russo Vladimir Putin. La sessione di lavori era originariamente prevista per maggio, ma poi è stata anticipata come preludio agli accordi molto significativi firmati con Gazprom. Mentre i funzionari greci sono rimasti restii ad affrontare la questione degli aiuti della Difesa da parte della Russia, il ministro della Difesa Panos Kammenos non ha nascosto l'idea. E il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha indicato che Mosca considererebbe una tale richiesta solo nel momento in cui dovesse essere avanzata.
L'incontro, sottolinea ancora Hammond, è servito come pressione da fare sui creditori. L'annuncio della roadmap per un gasdotto aumenta le paure di un potenziale pivot verso Mosca nel momento in cui le relazioni di Atene e i suoi creditori dovessero rompersi definitivamente. Mentre la crisi economica in Grecia si intensifica, il punto di confronto definitivo ci sarà però solo a maggio quando Atene si troverà di fronte alle nuove pendenze del Fmi.
E in questo scenario non è da escludere, prosegue Hammond, il primo default di un paese cosidetto sviluppato nelle istituzioni di Bretton Woods. E poi la Grexit sarebbe inevitabile. Oggi, calcola Hammond, oltre l'80% del debito pubblico greco è in possesso degli investitori istituzionali e questo riduce la possibilità di ulteriori contagi fuori controllo nel resto della zona euro. Secondo alcuni scenari finanziari già avanzati, tuttavia, la diminuzione per il resto del Pil della zona euro potrebbe essere dell'1.5% in caso di uscita della Grecia dall'euro e mostrerà al mondo come la moneta unica non sia irreversibile come ha sempre dichiarato Draghi.
Che accada o meno uno scenario di Grexit, le mire bellicose comunque manifestate da Atene potrebbero aumentare i timori degli investitori sulla forza dei partiti euroscettici in tutta l'UE. A questo proposito, il risultato elettorale greco può rappresentare solo la prima avvisaglia di quello che potrebbe accadere nel 2015 sui potenziali terremoti politici ed economici all'orizzonte europeo.


