Riforme Renzi: l'illusione di un "Senato" federale per il controllo totale del Parlamento

Il vero limite delle cosiddette "riforme" costituzionali è una deriva a cui pochi stanno dando il giusto peso

2793
Riforme Renzi: l'illusione di un "Senato" federale per il controllo totale del Parlamento


di Paolo Becchi
 
Portata a termine la prima “fase”, ed in attesa della seconda, può essere utile una riflessione generale sull'impianto della riforma costituzionale. Alcuni  aspetti critici sono già stati evidenziati, ma si tratta di dettagli e, a mio avviso, non colgono quello che è il suo limite maggiore. La riforma si è proposta di ridisegnare la seconda Camera come Senato delle Autonomie, che rappresenti le «istituzioni territoriali». Tutto farebbe, perciò, pensare, ad un tentativo di riforma in senso federale del Senato, che possa limitare le disfunzioni del tradizionale centralismo statale. Da più parti si è fatto riferimento al “modello tedesco”, al Bundesrat i cui membri sono nominati dalle maggioranza risultate vincitrici alle elezioni nei rispettivi Länder. A ben vedere, tuttavia, le cose stanno diversamente.
 
Nell’attuale proposta, anzitutto, il Senato non si compone  soltanto dai senatori nominati dai Consigli Regionali, ma, in aggiunta ad essi, si prevedono ventun membri scelti tra i sindaci e cinque senatori nominati direttamente dal Presidente della Repubblica. Ma non è solo questo. Il Bundesrat assolve la sua funzione all'interno di uno Stato autenticamente federale, mentre non solo il nostro non lo è mai stato, ma con la Riforma esso rischia di diventare ancora più centralista di prima, dal momento che  essa prevede un ritorno della maggior parte delle competenze allo Stato: la nuova “clausola di supremazia” prevede, infatti, che su proposta del Governo, la legge dello Stato possa intervenire in materie o funzioni non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica della Repubblica o lo renda necessario la realizzazione di programmi o di riforme economico-sociali di interesse nazionale. Come è stato denunciato da più parti, quella che è stata annunciata come una riforma federale realizza un’operazione di centralizzazione. 
 
Dove, del resto, il Senato svolge realmente la funzione di rappresentanza delle Regioni, i senatori sono sottoposti al vincolo di mandato. Nel Bundesrat, ad esempio, sono presenti i membri dei governi dei singoli Länder, i quali hanno il potere di nominarli ed eventualmente di revocarli, ed il voto viene espresso unitariamente da ogni Land. Il sistema, pertanto, è quello del mandato imperativo, in quanto il rappresentante del Land non può votare discostandosi dalle istruzioni ricevute dallo Stato dal quale è delegato.  La riforma di Renzi continua invece a prevedere che i membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato, ma, al contempo, precisa che i membri del Senato non rappresentano la Nazione, ma le «istituzioni territoriali». Che senso ha, tuttavia, pensare una rappresentanza territoriale senza mandato imperativo?  
 
Il rischio è che la riforma finisca per disegnare un Senato “federale” ma al servizio di una logica centralista, una Camera di rappresentanti del “territorio” non eletti ed al servizio di un Governo che, grazie all’Italicum, potrà contare su una Camera di nominati. Il “superamento” del bicameralismo perfetto rischia, pertanto, di non essere altro che il grimaldello attraverso il quale – dietro l’illusione di una svolta “in senso federale” – il Governo si assicurerà il controllo definitivo ed indiscusso del Parlamento.

Articolo pubblicato dal Corriere della Sera del 4/04/2015

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica di Giuseppe Masala L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Venezuela, la lezione d'aprile di Geraldina Colotti Venezuela, la lezione d'aprile

Venezuela, la lezione d'aprile

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Gli Stati più odiati di Giuseppe Giannini Gli Stati più odiati

Gli Stati più odiati

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti