Rifugiati: l'accordo tra l'UE e la Turchia silurato da Cipro?
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Il controverso accordo sui rifugiati raggiunto tra Bruxelles e Ankara potrebbe non essere finalizzato a causa di Cipro che rifiuta che l'adesione della Turchia all'Europa sia di nuovo sul tavolo.
Nicos Anastasiades, il presidente cipriota ha detto che non rimuoverà il veto del suo paese sull'apertura di cinque nuovi "capitoli" nei negoziati di adesione della Turchia. "Io non accetto di essere costretto e non voglio dare il mio consenso, perché altrimenti non ho altra scelta che tornare a casa", ha detto al Financial Times .
Secondo l'accordo previsto tra l'UE e la Turchia, che i leader europei sperano di confermare la prossima settimana, per per ogni migrante irregolare arrivato in Grecia e respinto in Turchia, i paesi dell’Unione Europea accettano un rifugiato siriano attualmente residente in Turchia. I paesi membri si impegnano a fornire altri 3 miliardi di euro alla Turchia entro il 2018, oltre a quelli promessi dall’Europa ad Ankara al vertice di ottobre e ad accelerare la liberalizzazione dei visti per rimuovere l'obbligo del visto per i 75 milioni di cittadini turchi che viaggiano nello spazio Schengen "al più tardi alla fine di giugno 2016” . Infine l’Ue accetta di aprire “immediatamente” nuovi capitoli per il processo di adesione di Ankara all’UE.
Il veto di Cipro è in vigore dal 2009, a causa del rifiuto della Turchia di riconoscere il governo greco-cipriota di Nicosia o di consentire alle navi cipriote di fare scalo nei porti turchi. Un tentativo di risolvere il conflitto scoppiato quando la Turchia invase Cipro del Nord nel 1974, dividendo l'isola, aveva fatto progressi.
Cipro ritiene che il tempo di azionare questa leva diplomatica non sia ancora arrivato. Anche se Nicosia blocca sei di 33 capitoli, Germania e Francia hanno ugualmente bloccato parte dei negoziati.


