Rigettato il ricorso in appello di quattro leader politici kenyani per le violenze post-elettorali del 2007
Nel 2007 in Kenya dopo le elezioni presidenziali che avevano visto la vittoria di Mwai Kibaki si scatenarono violenze inaudite che portarono alla morte di molte persone in seguito alle contestazioni da parte del candidato sconfitto dell’opposizione Odinga. Le elezioni effettivamente erano stata manipolate da brogli come confermato da osservatori internazionali ma quello che segui andò al di là di logiche elettorali confondendosi con odio tribale tra l’etnia Kikuyu a cui Kibaki apparteneva, atti criminali comuni, odio religioso tra cristiani e musulmani.
Il culmine delle violenze venne raggiunto con la morte di 30 kenyoti di religioni cattolica uccisi da una furia cieca che ormai esulava dalle elezioni. Oggi il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja ha rigetto il ricorso in appello di quattro leader politici kenyoti tra cui anche il figlio del Kenyatta, padre fondatore del Kenya, accusati di aver ordito e fomentato le violenze post elettorali per fini personali.


