Rinascita del nazismo nell'UE e la “propensione al furto” dell'Europa: la sintesi delle dichiarazioni di Lavrov
Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, in un'intervista concessa all'emittente iraniana Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB), ha espresso una serie di affermazioni sulla situazione geopolitica internazionale, concentrandosi in particolare sull'Unione Europea e sul conflitto in Ucraina. Le dichiarazioni, riprese dall'agenzia di stampa russa TASS, toccano diversi temi sensibili.
La critica all'Europa e il riferimento al nazismo
Lavrov ha affermato che i politici in Germania e in altri paesi europei "stanno iniziando a ricordare i loro antenati che erano membri attivi del partito nazista", un fenomeno che a suo dire "causa molta preoccupazione". Il capo della diplomazia russa ha sostenuto che "le idee e le pratiche del nazismo" stiano tornando in auge in Europa, dove si cercherebbe di unificare il continente "sotto la bandiera nazista" per condurre una guerra per procura contro la Russia, utilizzando gli ucraini come proxy con "denaro europeo e istruttori europei".
La posizione europea sul conflitto in Ucraina
Secondo Lavrov, l'Europa avrebbe avuto molte opportunità di partecipare a un processo di risoluzione del conflitto in Ucraina, ma le avrebbe ignorate tutte. Il Ministro ha aggiunto che la Russia "non ha nulla da comunicare all'attuale leadership europea".
La questione dei beni russi congelati
Uno dei passaggi più netti dell'intervista riguarda i beni russi congelati. Lavrov ha dichiarato che la situazione relativa a tali beni ha chiarito che "rubare è nel sangue degli europei". Ha proseguito affermando che i "colleghi occidentali sembrano avere una propensione al furto nei loro geni". In questo contesto, ha citato il fatto che molti media globali chiamerebbero la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen "Fuhrer Ursula".
Le relazioni transatlantiche e la strategia USA
Lavrov ha commentato la nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, interpretandone l'obiettivo come quello di "assicurarsi che l'Europa conosca il proprio posto". Secondo la sua lettura, gli USA starebbero comunicando all'Europa di "occuparsi dei propri affari" senza aspettarsi un sostegno continuo alle sue "iniziative avventate", poiché Washington avrebbe questioni più importanti da affrontare in America Latina e nella regione Asia-Pacifico.
I metodi di competizione e le accuse agli Stati Uniti
Il Ministro ha accusato gli Stati Uniti di utilizzare "metodi sporchi" per sopprimere i concorrenti, citando le sanzioni contro le compagnie petrolifere russe Lukoil e Rosneft. Ha criticato l'imposizione di dazi elevati, definendola contraria ai principi della globalizzazione e una manifestazione di "mancanza di rispetto per i diritti umani" quando legata a posizioni politiche.
Altri temi geopolitici
L'intervista ha spaziato su altre questioni internazionali:
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Controllo degli armamenti: Lavrov ha dichiarato che la Russia condivide l'appello di "persone ragionevoli" in Occidente per ripristinare il principio del controllo degli armamenti.
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Iran: Mosca ritiene che Teheran debba rimanere parte del Trattato di non proliferazione nucleare e cerca di rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza, anche attraverso l'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO). La normalizzazione delle relazioni tra Iran e Consiglio di Cooperazione del Golfo sarebbe, a suo avviso, un importante contributo alla pace regionale.
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Mar Caspio: La Russia si aspetta che l'Iran ratifichi la Convenzione sullo status giuridico del Mar Caspio nei prossimi mesi, auspicando che entri pienamente in vigore prima del vertice delle nazioni caspiche previsto a Teheran nell'agosto 2026. Lavrov ha accusato i paesi occidentali di cercare di dividere le cinque nazioni rivierasche per imporre decisioni non basate sul consenso.

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