Ritardi per l'Air Force One e regali sospetti: il caos aereo che sta travolgendo Trump
Il caso del controverso velivolo donato dal Qatar accende lo scontro politico a Washington. Il deputato Jamie Raskin, principale esponente democratico in seno alla Commissione di vigilanza della Camera, ha stroncato l'operazione definendola senza mezzi termini una "truffa" e ribadendo con fermezza che "Trump ha l'obbligo di ricevere il via libera del Congresso" prima di poter accettare un simile omaggio. Un forte campanello d'allarme è suonato anche sul fronte opposto: il senatore repubblicano Ted Cruz ha infatti espresso forti riserve, avvertendo che l'introduzione di questo aereo "solleva gravissime critiche sul fronte dello spionaggio e della sicurezza informatica".
Dal canto suo, Trump ha respinto duramente i sospetti, affidando la propria difesa a un post pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social: "Si tratta semplicemente di un 'dono da Stato a Stato' destinato al governo degli Stati Uniti, 'NON A ME personalmente'".
I dubbi del Pentagono e il flop dei nuovi Air Force One
I dubbi sull'effettiva utilità del mezzo albergano però anche tra i vertici militari. In una nota ufficiale diffusa il mese scorso, l'Aeronautica militare statunitense ha ammesso che, al momento di autorizzare l'integrazione del jet qatariota, "l'intero staff ha dovuto compiere scelte strategiche e selettive, limitandone l'impiego solo ad alcune delle missioni meno frequenti".
Sullo sfondo di questa vicenda si consuma un altro duro colpo per la flotta presidenziale: la commessa tra il Pentagono e la Boeing per la fornitura dei due nuovi Air Force One è da tempo paralizzata da pesanti ritardi e costi fuori controllo. I due Boeing 747-8 modificati, la cui consegna era originariamente pianificata, non entreranno in servizio prima del lontano futuro, lasciando l'amministrazione in una complessa fase di transizione logistica.


