Robert Kagan: "Non gli Usa o Israele. La vera potenza dominante oggi in Medio Oriente è l'Iran"

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Robert Kagan: "Non gli Usa o Israele. La vera potenza dominante oggi in Medio Oriente è l'Iran"

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Un'analisi del noto esperto di relazioni internazionali Robert Kagan, pubblicata domenica dalla rivista statunitense The Atlantic, scardina le narrazioni consolidate sul Medio Oriente dalla stampa filo NATO, sostenendo che l'Iran – e non gli Stati Uniti o Israele – sia emerso come la potenza dominante nella regione a seguito del fallimento dell'aggressione militare congiunta contro Teheran.

«L'Iran ha affrontato gli Stati Uniti e Israele, ha resistito ai colpi delle loro armi più avanzate ed è sopravvissuto più che mai», si legge nell'articolo, che aggiunge: «Di conseguenza, con l'aiuto involontario di Washington, ha trasformato completamente la struttura del potere nel Golfo Persico». La pubblicazione sottolinea che l'idea secondo cui un Iran economicamente indebolito avrebbe finito per cedere alle pressioni statunitensi è stata clamorosamente smentita. «L'Iran non ha bisogno di negoziare con gli Stati Uniti», scrive The Atlantic, evidenziando che il controllo dello Stretto di Hormuz non è negoziabile, nonostante le speculazioni contrarie.

 

Un memorandum che cambia gli equilibri

Particolare attenzione è riservata al memorandum firmato tra Teheran e Washington a giugno, definito «una chiara vittoria per l'Iran». L'accordo, secondo la rivista, riconosce l'autorità iraniana di gestire il transito marittimo in conformità con il diritto internazionale, senza intermediari – un risultato che pochi avrebbero pronosticato all'inizio del conflitto.

The Atlantic avverte che gli Stati Uniti si trovano ora ad affrontare una sfida ben più grande di quella nucleare: «Un Iran che ha sconfitto gli Stati Uniti, che non teme più un attacco e che controlla l'accesso al Golfo. Nemmeno le armi atomiche gli avrebbero conferito tale potere; glielo ha concesso la guerra fallita di Washington e Tel Aviv contro Teheran».

 

La fine di un'era: il Golfo si riallinea

La testata rileva che attori regionali chiave come l'Egitto, l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, un tempo strategicamente ed economicamente allineati con gli Stati Uniti, stanno ora prendendo atto di una nuova realtà. «D'ora in poi, la potenza dominante nella regione sarà l'Iran, non gli Stati Uniti né Israele. I paesi vicini si stanno già adattando a questa nuova realtà, e le potenze più lontane faranno lo stesso», conclude l'articolo.

Le parole di The Atlantic giungono mentre il presidente Donald Trump ha annunciato una nuova offensiva economica contro l'Iran, descritta come un «D-Day» e la più grande operazione di questo tipo mai intrapresa contro un paese, con l'obiettivo di tagliare le vie di finanziamento di Teheran e sottoporla a un «isolamento senza precedenti». Washington minaccia inoltre ritorsioni economiche contro qualsiasi paese, impresa o ente finanziario che contribuisca a mantenere i flussi di denaro verso l'Iran.

Tuttavia, come sottolinea la stessa analisi di The Atlantic, l'Iran ha avuto la meglio sul piano militare nella guerra di aggressione ripresa da Stati Uniti e Israele a febbraio, e sul piano economico le autorità iraniane ricordano che la nazione persiana ha saputo superare anni di sanzioni unilaterali. La vera sfida per Washington, conclude la rivista, non è più quella di piegare l'Iran, ma di fare i conti con un avversario che ha imparato a trasformare ogni pressione in un'opportunità per rafforzare la propria posizione regionale.

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