Ron Paul condanna la strage di Parigi e accusa la cattiva politica estera

"Non credo che si possano scindere queste azioni dalla politica estera globale"

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Intervenendo a "The Steve Malzberg Show" su NewsMax TV, Ron Paul, ex membro della Camera dei Rappresentanti, ha collegato l’attacco alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo a Parigi di mercoledì, nel quale sono state uccise 12 persone, e altri attacchi terroristici contro nazioni occidentali, alle cattive politiche estere di questi paesi.

 


“Quello che il Segretario di Stato Kerry ha detto è vero", ha detto Paul. "Questo è abbastanza osceno, quando si tratta di violenza, i libertari sono piuttosto infastiditi da chi inizia la violenza.
 
"Il contesto di cose, la Francia è stato un obiettivo per molti, molti anni, perché è stata coinvolta in Libia, in Algeria, e hanno già avuto attacchi di questo tipo”. 
 
"Allora questo riguarda la loro politica estera. Quando le persone compiono queste stragi, il rifiuto della violenza deve essere fatto immediatamente. Ma io accuso la cattiva politica che non comprendiamo pienamente, e non capiamo quello che stanno facendo, perché le persone che si oppongono alla politica estera che perseguiamo, lo fanno da una prospettiva diversa. 
 
Paul ha citato il coinvolgimento degli Stati Uniti in Medio Oriente, che ha contribuito a ispirare la nascita di ISIS.
 
"Ed è per questo che diciamo se avessimo qualcuno che facesse a noi ciò che abbiamo fatto a tanti paesi del Medio Oriente, e quante persone abbiamo ucciso, inviando droni, bombardamenti, intervenendo in tutte queste guerre e sostenendo dittatori un giorno, per poi privarli di questo sostegno il giorno dopo, e la stupidità di inviare tutte quelle armi in Siria, che sono finite nelle mani dell’ISIS - e proprio ora stiamo inviando ancora più armi.
 
Si, perché l’ISIS ha preso tutte le armi americane. È la politica generale che invita alla rappresaglia, e ci vedono come intrusi. Ma è un po' più complesso, si sa, quando ci hanno colpito, sia qui a casa, e hanno colpito i civili, e ciò che sta accadendo in Francia. Ma non credo che si possa scindere queste azioni dalla politica estera globale".

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