Russia e Cina accelerano verso il mondo multipolare

1757
Russia e Cina accelerano verso il mondo multipolare

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il vertice di Pechino tra Vladimir Putin e Xi Jinping segna un nuovo salto di qualità nella partnership strategica tra Russia e Cina. Non un semplice incontro bilaterale, ma un passaggio destinato a incidere profondamente sugli equilibri globali in una fase storica caratterizzata dal declino dell’ordine unipolare occidentale e dall’emergere di nuovi centri di potere. Mosca e Pechino hanno celebrato il venticinquesimo anniversario del trattato di amicizia e il trentesimo anno della loro partnership strategica con una serie di accordi che spaziano dall’energia alla tecnologia, dalla finanza alla sicurezza. Il messaggio politico emerso dal summit è chiaro: Cina e Russia intendono presentarsi come il nucleo trainante di un ordine internazionale alternativo a quello dominato dagli Stati Uniti. Sul piano economico, i numeri raccontano la rapidità dell’integrazione in corso. Gli scambi commerciali hanno superato i 240 miliardi di dollari nel 2025 e nei primi mesi del 2026 sono cresciuti di quasi il 20%. La Cina resta il principale partner commerciale della Russia, mentre Mosca è ormai entrata stabilmente tra i primi partner strategici di Pechino. Le sanzioni occidentali contro la Russia dopo il 2022 hanno accelerato questo processo.

I due Paesi hanno quasi completamente abbandonato dollaro ed euro negli scambi reciproci, utilizzando rublo e yuan come valute principali. Una trasformazione che punta a ridurre la dipendenza dall’infrastruttura finanziaria occidentale e ad aumentare la resilienza economica contro eventuali nuove misure coercitive. L’energia continua a rappresentare la spina dorsale dell’asse sino-russo. La Russia è diventata uno dei principali fornitori energetici della Cina, esportando petrolio, gas, carbone e GNL. Il gasdotto Power of Siberia, entrato a pieno regime nel 2024, ha consolidato questa interdipendenza, mentre il progetto Power of Siberia 2 attraverso la Mongolia promette di rafforzarla ulteriormente, reindirizzando verso l’Asia parte delle forniture precedentemente destinate all’Europa. Accanto all’energia cresce anche la cooperazione infrastrutturale. Ponti ferroviari e stradali sul fiume Amur, nuove rotte commerciali artiche e persino un collegamento internazionale tramite funivia tra Heihe e Blagoveš?ensk testimoniano la volontà di costruire uno spazio economico euroasiatico sempre più integrato, in larga parte collegato alla Belt and Road Initiative cinese. Ma il cuore politico del vertice è stato soprattutto geopolitico. Mosca e Pechino hanno ribadito la comune visione di un mondo multipolare, definendo superata l’epoca dell’egemonia occidentale.

Nei documenti congiunti firmati a Pechino si denuncia apertamente l’uso delle sanzioni, delle alleanze militari e della pressione finanziaria come strumenti di dominio globale da parte di Washington. Uno dei punti più delicati riguarda il Medio Oriente. Russia e Cina hanno condannato gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, accusando l’Occidente di destabilizzare la regione e di utilizzare il cambio di regime come strumento geopolitico. Entrambe le potenze hanno chiesto una soluzione diplomatica e criticato le operazioni militari condotte contro Stati sovrani. Anche sul dossier ucraino emerge una convergenza sempre più netta. Pechino continua a chiedere negoziati e una soluzione politica del conflitto, mentre Mosca ribadisce la propria lettura della guerra come scontro per procura alimentato dall’espansione della NATO verso i confini russi. La cooperazione strategica si estende inoltre alla sicurezza e alla difesa. Le due potenze hanno annunciato l’intenzione di rafforzare le esercitazioni militari congiunte, le pattuglie navali e aeree e il coordinamento tra i rispettivi apparati di sicurezza. Un segnale che sarà osservato con attenzione dalle cancellerie occidentali, soprattutto alla luce delle tensioni nello stretto di Taiwan. Sul tema taiwanese, la Russia ha riaffermato il proprio sostegno alla politica della “Cina unica”, mentre Pechino ha espresso appoggio agli interessi strategici russi in materia di sovranità e sicurezza. Una convergenza che rafforza ulteriormente la dimensione politica dell’asse euroasiatico.

Il vertice di Pechino mostra dunque come la relazione tra Mosca e Pechino non sia più soltanto tattica o economica, ma sempre più sistemica. Russia e Cina si propongono come architetti di una nuova architettura internazionale capace di sfidare apertamente il modello occidentale nato dopo il 1989. Dietro la retorica della cooperazione multipolare emerge infatti una trasformazione più profonda: la costruzione progressiva di un blocco politico, finanziario ed energetico alternativo, sostenuto da due potenze nucleari che considerano ormai irreversibile il tramonto dell’ordine unipolare guidato dagli Stati Uniti.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE "TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA" - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa di Alessandro Bartoloni La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Era già tutto previsto di Giuseppe Giannini Era già tutto previsto

Era già tutto previsto

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti