Russia e Cina raggiungeranno 200 miliardi di dollari di scambi entro il 2020

Il presidente russo Putin visiterà la Cina a fine giugno

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Russia e Cina raggiungeranno 200 miliardi di dollari di scambi entro il 2020

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di Eugenio Cipolla

 
L’effetto delle sanzioni occidentali nei confronti di Mosca si comincia a vedere. E non perché l’economia russa non stia andando proprio benissimo (quello dipende piuttosto dal prezzo del petrolio), quanto perché la strategia economica per il futuro scelta dal Cremlino sta iniziando a dare i suoi frutti, con un’apertura sempre maggiore verso i nuovi mercati orientali, pieni di capitale e liquidità, in grado di portare nuova linfa a un sistema economico che nell’ultimo anno ha preso qualche colpo. Nel 2020, infatti, Russia e Cina prevedono di incrementare il volume degli scambi fino a raggiungere i 200 miliardi di dollari. Ad annunciarlo ieri, nel corso della conferenza internazionale “Russia and China: verso una nuova qualità delle relazioni bilaterali”, è stato il ministro degli Esteri russo, Serghey Lavrov, il quale ha delineato il percorso comune che i due paesi intendono intraprendere nei prossimi anni.
 
«La Cina – ha detto il diplomatico – è un partner economico fondamentale per la Russia. La principale precondizione per raggiungere questo successo è passare ad un nuovo modello di cooperazione economica, che si basi su legami più stretti nelle catene di produzione e negli investimenti». Lavrov ha aperto la strada a Vladimir Putin, che nei prossimi giorni sarà in visita a Pechino per incontrare il presidente cinese e ampliare le relazioni tra Cina e Russia. «Su invito del presidente Xi Jinping – ha dichiarato il vicepremier cinese Zhang Gaoli durante una riunione della Commissione russo-cinese per la cooperazione energetica – il presidente Putin visiterà la Cina verso la fine di giugno. I due leader svilupperanno un nuovo piano per l’ulteriore approfondimento della cooperazione tra Cina e Russia».  A tal proposito, Zhang Gaoli ha anche annunciato che a novembre il premier cinese Li Keqiang dovrebbe incontrare a San Pietroburgo l’omologo russo Dmitri Medvedev e continuare così il lavoro che sarà iniziato da Putin e Xi Jinping.
 
La speranza del Cremlino è quella di coinvolgere la Cina in una cooperazione più stretta tra le istituzioni bancarie dei due paesi, come la Banca asiatica per gli investimenti nelle infrastrutture, la Nuova Banca di sviluppo dei Brics e la Banca di sviluppo eurasiatica. E proprio dalla rotta eurasiatica che passa una importante fetta di questa collaborazione. Il punto di arriva è quello di accordi commerciali tra l’Unione economica eurasiatica e Pechino. «Abbiamo raggiunto un accordo di principio per coniugare il percorso d'integrazione eurasiatico con il progetto cinese del Corridoio economico Via della seta», ha affermato Lavrov, il quale ha fatto intendere come l’obiettivo finale sia quello di creare uno spazio economico comune fra Uee e Cina, coinvolgendo anche l'Organizzazione per la cooperazione di Shangai (Osc) e l'Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean).
 
L’asse di ferro tra Mosca e Pechino è stato esaltato da Lavrov per la sua storia, definito come uno dei maggiori esempi di cooperazione fra due paesi nel ventunesimo secolo. «I nostri paesi – ha detto Lavrov - sono stati alleati durante la Seconda guerra mondiale; entrambi sono stati colpiti pesantemente dagli aggressori, e hanno sostenuto le perdite più pesanti. Siamo determinati a salvaguardare la verità circa gli eventi di quegli anni, e a lottare contro i tentativi di falsificare la storia e riabilitare il nazismo e il militarismo».
 
Il futuro, oltre che la parte economica, prevede una condivisione di posizioni anche su temi delicati come spionaggio, sanzioni e ingerenze straniere. «Il coordinamento nel contesto della politica estera, che non va inteso come diretto contro paesi terzi – ha precisato Lavrov - è una parte essenziale nel rapporto fra Mosca e Pechino. Il nostro approccio a tematiche e problemi globali e regionali è spesso lo stesso, o comunque molto simile. Russia e Cina si oppongono ai diktat internazionali, allo spionaggio, alla pressione di sanzioni unilaterali, all'uso di doppi standard e ai tentativi di interferire negli affari interni di nazioni sovrane. Siamo convinti che tale visita darà un potente impulso alla multiforme partnership strategica fra Russia e Cina, e contribuirà alla sua futura implementazione». Insomma, il futuro russo-cinese è appena cominciato e per ora promette bene.

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