Russia: liberato nuovo centro nel Kharkov. L'Ucraina perde 1.540 uomini in un giorno
Il Ministero della Difesa russo ha reso noto che le proprie truppe nel corso delle ultime ventiquattr'ore di operazioni militari hanno liberato un nuovo insediamento strategico: si tratta di Petro-Ivanovka, nella regione di Kharkov. Le unità del raggruppamento Sever, si legge nella nota, avrebbero migliorato la loro posizione tattica fino a prendere il controllo della località.
La comunicazione ufficiale arriva a complemento di un più ampio resoconto giornaliero delle operazioni sul terreno. Secondo i dati diffusi da Mosca, le perdite ucraine nell'arco di una sola giornata ammontano a circa 1.540 militari, distribuite sui diversi settori del fronte. Segno delle enormi difficoltà sul terreno del regime di Kiev, al netto della propaganda occidentale che cerca di accreditare l’immagine di un’Ucraina forte e che avanza sulla linea del fronte.
Nel dettaglio, nel settore Nord sarebbero stati messi fuori combattimento 205 soldati ucraini e distrutto un mezzo corazzato. Nel settore Ovest il bilancio racconta di oltre 210 militari e tre carri armati, mentre nel settore Sud si contano oltre 225 perdite e un blindato. Il gruppo Centro avrebbe inflitto all'esercito di Kiev la perdita di circa 360 militari e un veicolo corazzato, il gruppo Est oltre 475 soldati e sei mezzi corazzati. Nel settore Dnepr, infine, le perdite ucraine sarebbero state di circa 65 uomini, con due stazioni di guerra elettronica distrutte.
Parallelamente agli scontri al suolo, l'aviazione russa, i droni d'attacco, le truppe missilistiche e l'artiglieria hanno condotto attacchi contro le infrastrutture portuali, gli impianti energetici e i centri logistici utilizzati dalle forze ucraine. Sono stati colpiti anche i punti di dispiegamento temporaneo di reparti regolari di Kiev e di mercenari stranieri, per un totale di 144 obiettivi. I sistemi di difesa aerea russi, secondo il bollettino diffuso da Tass, hanno abbattuto 11 bombe aeree guidate, 27 razzi dei lanciarichi multipli Himars di fabbricazione statunitense, due missili guidati a lungo raggio Neptun e 797 droni d'attacco di tipo aeronautico lanciati dalle forze ucraine. La Flotta del Mar Nero ha inoltre distrutto sei imbarcazioni senza pilota ucraine nelle acque del Mar Nero.
L'intensificazione dei raid arriva il giorno dopo un attacco massiccio condotto contro gli impianti dell'industria militare, del settore energetico e dei combustibili a Kiev e nella sua provincia, oltre che contro le infrastrutture degli aerodromi militari nelle regioni di Dnepropetrovsk, Poltava, Cherkasy, Chernigov e Kiev. Il Ministero della Difesa russo evidenzia che queste operazioni rappresentano una risposta agli attacchi del regime di Kiev contro obiettivi non militari sul territorio russo, che secondo Mosca continuano a colpire civili mentre dormono nelle loro case o viaggiano sui mezzi pubblici. Accusa che l'Ucraina respinge sistematicamente, definendola un tentativo di giustificare la prosecuzione della guerra.
Il bilancio complessivo delle operazioni dall'inizio del conflitto, secondo i dati forniti dal dicastero russo, ammonta a 673 aerei da combattimento ucraini distrutti, 284 elicotteri, 176.303 droni, 664 sistemi missilistici terra-aria, 30.060 carri armati e altri veicoli corazzati, 1.754 lanciarazzi multipli, 35.672 cannoni di artiglieria e mortai e 65.824 veicoli militari speciali.


