Russia. “Mosca ha un sistema d’intercettazione legale simile al PRISM”, The Moscow Times
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In molti erano sicuri da tempo, altri invece potrebbero rimanere basiti di fronte alle parole di Andrei Soldatov, penna del quotidiano russo in lingua inglese "The Moscow Times": il governo di Mosca ha violato "legalmente" la privacy dei propri cittadini e – a quanto pare – sembra essersi rivolta al di là dei suoi limiti giuridici e territoriali.
Soldatov racconta della lettera inviata dai vertici russi di VimpelCom – uno dei mobile operator più potenti al mondo, con partecipazioni in Wind Italia – al ministro della Comunicazione e della Stampa, per protestare contro la legge approvata dalla Duma che legalizza le intercettazioni di telefonate e mail.
L’editorialista ha fatto notare che questa decisione non è nuova e anzi viene da lontano, poiché “sin dai primi anni Novanta, Mosca ha implementato procedure di questo genere”, concedendo ampi poteri di spionaggio all’intelligence del FSB – erede del KGB – e a tutte le agenzie federali. Lo scambio d’informazioni tra servizi segreti e le imprese di comunicazione avveniva (e avviene) quasi di concerto “senza un mandato legittimo”. Sono state fatte anche delle stime precise, secondo i dati in possesso della Corte Suprema: dal 2007 al 2012, le intercettazioni di chiamate e mail sono raddoppiate da 265.937 a 539.864.
Nelle intenzioni di Mosca, “il sistema è stato progettato per evitare che andasse fuori controllo”, con la promessa che sarebbe stato evitato qualsiasi abuso – ha scritto Soldatov. Il SORM – questo il nome del programma di spionaggio russo – è diretto concorrente e fratello del PRISM statunitense. Esso può acquisire e immagazinare qualsiasi tipo d’informazione, dalle conversazioni in chat sino alle ricerche effettuate su internet.
C'è da chiedersi se Vladimir Putin, uomo dell’anno Forbes, userà il know how di Edward Snowden per sviluppare il suo programma di spionaggio


