Russia. “Putin ha distorto la storia del paese”, The Moscow Times
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Ivan il Terribile è stato un grande riformatore, Pietro il Grande ha modernizzato il paese, il periodo zarista è stato paragonato all’Illuminismo europeo, i Bolscevichi hanno restaurato lo Stato: sono queste alcune delle conclusioni della commissione Naryshkin – che porta il nome dello speaker della Duma –, incaricata dal presidente di Putin di rivedere i libri di testo scolastici. Ne ha dato notizia stamattina al Moscow Times l’ex parlamentare Vladimir Ryzhkov, non certo di vedute putiniane.
Secondo quanto pubblicato tra le colonne del quotidiano russo in lingua inglese, Putin ha “distorto la storia per crescere dei servi obbedienti, non dei cittadini liberi e indipendenti in un paese democratico”. Curiosa l’etichetta che indica il periodo di terrore di Stalin: “socialismo stalinista”, in cui i gulag hanno contribuito alla “modernizzazione” del paese. Mentre la caduta dell’URSS – che nella sua lunga storia ha ottenuto “molte conquiste e molta influenza” – è dovuta “alla bassa produttività lavorativa e alla scarsa qualità dei manufatti”. Giudizi negativi invece per Mikhail Gorbačëv, simbolo dell’apertura sovietica al mondo. Stesso trattamento anche per Boris Eltsin – padre politico di Vladimir Putin – ricordato come “il presidente nel periodo selvaggio degli anni 90”: nessun accenno in merito alle prime elezioni dirette, all’apertura ai mercati, alla prima introduzione delle libertà individuali (seppur tenui).
E l’attuale periodo putiniano com’è stato trattato? Con “brillanti superlativi” ovviamente, ha scritto Ryzhkov. Putin è l’uomo che “ha stabilizzato il paese, dopo il disastroso periodo degli anni ‘90”, grazie alla nuova concezione del potere “strutturato verticalmente”, fautore della crescita economica nel periodo 2008-2009, proprio “nel periodo di congiuntura economica sfavorevole per il resto del mondo”. Nessun cenno alla strage di Breslan (2004) orchestrata dai terroristi ceceni, al disastro del sottomarino nucleare Kursk (2000) o all’arresto dell’ex magnate Mikhail Khodorkovsky.
Ryzhkov ha concluso: “Questo libro potrebbe averlo scritto il ministro della Verità di 1984, il capolavoro di George Orwell”.


