Rutte al FT: "Gli ordini bellici degli alleati Nato danno lavoro a 200 Mila statunitensi"
Interessante intervista oggi al Financial Times del segretario generale della NATO Mark Rutte che ha almeno il merito di non nascondere la brutalità dell’alleanza che guida dietro castelli di carta del politicamente corretto.
A domanda precisa se gli Stati uniti getteranno la spugna con la NATO, l’ex premier dei Paesi Bassi sviscera un dato emblematico che spiega perché Washington non ha nessun interesse a porre fine al conflitto della Nato contro la Russia che vede l’Ucraina come la carne da macello da sacrificare. Gli Stati Uniti, secondo Rutte, saranno legati all’Alleanza atlantica per un motivo molto semplice: i 300 miliardi di ordini bellici dei paesi europei e Canada danno da lavorare a 200 mila statunitensi.
Senza troppi giri di parole: la guerra in Ucraina continuerà perché è interesse del padrone della NATO. E i sudditi europei continueranno nel loro suicidio per dare da lavorare a 200 mila statunitensi e tenere in vita il sistema economico guerrafondaio degli Stati Uniti.
Dopo aver celebrato la capacità (terroristica) di Kiev di colpire obiettivi civili anche vicino Mosca, Rutte affronta il tema che è divenuto popolare anche in Italia con le accuse dirette di Trump ad alcuni governi europei, compreso quello Meloni, di non aver fatto il dovuto nell’aggressione all’Iran. Dopo aver confermato la rabbia dell’amministrazione Usa, Rutte ha dichiarato di non dare troppo peso “a casi isolati di mancato adempimento di accordi bilaterali” per quel che riguarda basi e sorvolo. “Se si guarda al quadro generale, si vede che i paesi europei stanno facendo ciò che avevano promesso”, ha proseguito Rutte, citando circa 5.000 voli statunitensi a sostegno della guerra partiti da basi europee. “Quindi la mia tesi della scorsa settimana era che l’Europa è ancora una volta una grande piattaforma di proiezione di potenza per gli Stati Uniti”, ha aggiunto. “E non sto dicendo che non ci siano questi casi isolati, motivo di delusione, ma il quadro generale è molto positivo”. Da oggi potete chiamare i governi Meloni colonie, protettorati o semplicemente “grande piattaforma di proiezione di potenza per gli Stati Uniti”. A voi la scelta.


