Sabotaggio al Nord Stream: la Germania incrimina formalmente un ucraino
Il procuratore generale tedesco ha formalizzato l'incriminazione di Serhii K., cittadino ucraino arrestato in provincia di Rimini nell'agosto 2025 su mandato europeo della Germania
di Fracesco Fustaneo
A distanza di quasi tre anni dal sabotaggio che danneggiò i gasdotti Nord Stream 1 e 2, la procura federale tedesca ha compiuto un passo decisivo verso l'apertura di un processo. Sotto le lenti della magistratura tedesca è finito il cittadino ucraino Serhii K., la cui posizione processuale si è aggravata con la notifica dell'atto d'accusa, avvenuta mercoledì scorso, come confermato dallo studio legale Menaker di Berlino, che ne cura la difesa.
La svolta nelle indagini era già emersa nell'agosto dello scorso anno, quando l'uomo era stato fermato dalle forze di polizia italiane nei pressi di Rimini, in esecuzione di un mandato di arresto emesso dalla magistratura tedesca.
Secondo quanto ricostruito dai documenti del mandato di arresto e da una sentenza della Corte federale di giustizia tedesca risalente al dicembre 2025, l'accusa sostiene che Serhii K. non fosse un semplice esecutore materiale, ma avesse un ruolo chiave nella pianificazione logistica.
Le indagini tedesche, condotte in stretta collaborazione con altre agenzie europee, hanno ricostruito i movimenti di un'unità operativa che avrebbe noleggiato lo yacht a vela “Andromeda”. Secondo la tesi dell'accusa, fu proprio da questa imbarcazione che il gruppo, coordinato da Serhii K., avrebbe posizionato gli ordigni esplosivi sui condotti sottomarini Nord Stream 1 e 2 nei pressi dell'isola danese di Bornholm, nel settembre 2022.
Le esplosioni del 26 settembre 2022 rappresentarono uno degli episodi più gravi mai registrati contro le infrastrutture energetiche critiche europee.


