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Santos fa felice Tillerson: "Non riconosceremo il risultato delle elezioni presidenziali in Venezuela"

 

Con accanto il segretario di stato Rex Tillerson, il presidente della Colombia Santos ha dichiarato che il gruppo di Lima - Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Messico e altri paesi dell'America Latina - non riconoscerà le imminenti elezioni presidenziali venezuelane. "Sarebbe impossibile per la Colombia ... riconoscere i risultati" delle elezioni venezuelane, ha detto Santos alla stampa.

Santos ha proseguito (sempre con accanto Tillerson): "Insieme alla grave crisi umanitaria che il regime dittatoriale rifiuta di riconoscere, ora abbiamo un appello per le elezioni presidenziali - elezioni che, per noi, non sono valide perché non forniscono garanzie [democratiche]".

Santos sostiene che la Colombia e i paesi della regione sono "particolarmente colpiti" dalla "rottura" della rivoluzione bolivariana in Venezuela. E ha aggiunto che "il ritorno della democrazia è urgente in Venezuela perché la popolazione sta soffrendo".

Il capo di Stato colombiano ha aggiunto che la Colombia "è pronta a continuare a fornire aiutio per i diritti umani del popolo del Venezuela".

Da parte sua, Tillerson, ha detto che spera nel "ristabilimento della democrazia in Venezuela". Santos ha continuato a ringraziare "il signor Tillerson" per il loro accordo politico, riferendosi a "Plan Colombia 2.0", o "Paz Colombia".

Il patto bilaterale tra i due paesi è stato firmato nel febbraio 2016 e comprende 450 milioni di dollari in aiuti militari statunitensi verso il paese sudamericano per i prossimi 10 anni per "combattere" la produzione e il traffico di droga dalla Colombia verso gli Stati Uniti.


L'accordo è un'estensione del Plan Colombia, un precedente programma anti-narco e criminalità organizzata in vigore dal 2000 al 2015. Questo patto precedente ha fornito alla Colombia 10 miliardi di dollari in aiuti militari e ha portato alla morte di centinaia e centinaia di attivisti sociali senza aver minimamente bloccato il narco-traffico, anzi.

Il segretario di stato degli Stati Uniti ha usato il suo viaggio di una settimana in America Latina e Caraibi in cinque paesi per ottenere sostegno politico per rovesciare il governo venezuelano. Domenica scorsa, in Argentina, Tillerson aveva minacciato di vietare l'importazione e l'esportazione di petrolio e prodotti grezzi dal Venezuela negli Stati Uniti per costringere Maduro a "tornare alla costituzione". Alcuni giorni prima aveva fatto un riferimento sottilmente velato al sostegno degli Stati Uniti a un colpo di stato militare in Venezuela per rovesciare il governo.

Tillerson ha concluso la conferenza stampa di martedì con Santos dicendo che "il nostro unico obiettivo è che il Venezuela rispetti di nuovo le sue istituzioni".

Dalla Colombia è partita poi una telefonata a Julio Borges (capo delegazione delle destre nel processo di pace in corso nella Repubblica domenicana) che ha impedito la firma dell'accordo raggiunto lunedì con il governo. E' la democrazia alla colombiana (con affianco Tillerson che annuisce).
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