SARAS. UN MINIMO DI GIUSTIZIA CHE CERTO NON BASTA PER I LAVORATORI UCCISI IERI E OGGI

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 SARAS. UN MINIMO DI GIUSTIZIA CHE CERTO NON BASTA PER I LAVORATORI UCCISI  IERI E OGGI

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di Giorgio Cremaschi

Nel 2009 ero lì davanti ai cancelli della Saras di Cagliari, dopo l'omicidio di tre lavoratori degli appalti. Ero nella segreteria nazionale della FIOM e responsabile dell'iniziativa sulla sicurezza sul lavoro. Era un compito 
doloroso e che ti lasciava spesso pieno di rabbia perché lo scontro era ed è su due fronti. Contro aziende criminali che attentano alla salute e alla vita dei lavoratori per smania di profitto, e contro le inadempienze e le passività di chi quella salute dovrebbe tutelare, nelle istituzioni e anche nel sindacato.
 
Giunsi davanti ai cancelli della Saras ove c'erano centinaia di operai in un presidio carico di pianto per i compagni morti e di ostilità verso il mondo, anche sindacale. Anche perché mentre gli operai degli appalti, metalmeccanici in gran parte, erano in sciopero, quelli del sindacato chimico, la minoranza che aveva i compiti più qualificati nella raffineria, stavano da un'altra parte, alcuni persino al lavoro. Facemmo una dura assemblea, dove i lavoratori con la commozione manifestarono contestazioni e rabbia anche verso il sindacato. Avevo vissuto lo stesso clima due anni prima dopo la strage alla Tyssen di Torino. Alla fine dell'assemblea presi impegno che avremmo fatto tutto il nostro dovere almeno per avere giustizia verso la proprietà dei Moratti .Ci abbracciammo.

Una degli impegni era la costituzione di parte civile del sindacato contro l'azienda. Era una decisione che la Fiom aveva già solennemente assunto nel suo congresso, obbligatoria per ogni omicidio sul lavoro, ma come si sa tra il dire e il fare... Decidere la costituzione di parte civile contro l'azienda in tribunale per un sindacato significa incrinare o rompere relazioni che si hanno con la controparte, oltre ad trovarsi di fronte a difficoltà ed ostilità di tutti i tipi, compreso quello istituzionale. Quindi le cautele si sprecano. 

Provo ora una piccola soddisfazione personale nel sapere che la decisione che nel 2009 prendemmo aCagliari di costituirci parte civile contro la Saras è andata a buon fine. È solo una goccia nel mare di ingiustizia e sfruttamento che colpisce il lavoro. Non inverte la tendenza all'aumento degli omicidi per profitto, che precarietà, perdita dei diritti, minacce di licenziamento e ricatti in nome della competitività alimentano. Solo un' altra politica economica fondata sulla piena occupazione e la riconquista dei diritti cancellati, potranno tutelare salute e vita di chi lavora. Ma intanto sentenze che riconoscono la colpevolezza e il danno a carico delle aziende ove si è uccisi per lavoro, danno la forza di non arrendersi.

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