Schauble, Draghi e Big Three: cosa aspettarsi dal nuovo governo Merz in Germania
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di Alessandro Volpi*
Il prossimo governo di coalizione tedesco potrebbe essere la combinazione del pensiero di Schauble, grande mentore di Merz, delle posizioni di Draghi e della "dottrina" delle Big Three.
Provo a spiegarmi meglio.
E' evidente che per fronteggiare l'avanzata della destra radicale, Merz dovrà aumentare il volume della spesa pubblica, soprattutto per ridurre le tensioni e le ostilità maturate verso il tradizionale modello di austerità nelle zone più depresse, dove Afd ha stravinto. In questo senso avrà bisogno di maggior debito, abbandonando le teorie dei liberali di Lindner, ma, in coerenza con le tesi storiche di Schauble, dovrà contrarre tale debito utilizzando gli spazi fiscali tedeschi, senza alcun ricorso al debito comune europeo. Anzi, l'emissione di debito tedesco dovrà avvenire sulla base di una ripresa della competitività tedesca, che dovrebbe rendere il debito tedesco decisamente il meno costoso d'Europa. In altre parole, la Germania tornerà a fare la Germania creata da Merkel, con un rifiuto strutturale di ogni limitazione al surplus commerciale del paese e con una feroce aggressione nei confronti dei debiti degli altri paesi europei.
Del Rapporto Draghi, Merz riprenderà due punti. Il primo è costituito dall'idea di finanziare la spesa militare con il debito comune sottoscritto dai risparmiatori europei. In pratica, per Merz il debito comune è possibile solo senza finanziamento della Bce, con il drenaggio del risparmio, e solo a favore delle spese per la difesa di cui beneficeranno certamente alcuni colossi tedeschi, a cominciare da Rheinmetall, i cui titoli, infatti, stanno già correndo e dove è presente un grande fondo Usa come Fidelity. Il secondo punto del Rapporto Draghi assunto dal liberista Merz potrebbe essere quello di sostenere la costruzione di un mercato unico dei capitali in Europa per valorizzare il risparmio in cui facilitare la creazione di "colossi" finanziari, a partire da Commerzbank, magari legati anche ad un azionariato vicino alle Big Three.
La critica a Unicredit da parte di Merz è infatti interpretabile nella logica di una difesa di una banca dove lo Stato tedesco è il secondo azionista e BlackRock il terzo. In tal senso, la storia personale di Merz, i suoi legami con BlackRock e con le banche d'affari Usa possono facilitare, molto più di quanto sia avvenuto in passato, l'ingresso dei grandi fondi nella proprietà delle aziende tedesche, sfruttando le tensioni che Trump ha ingenerato all'interno del capitalismo finanziario statunitense e i rischi di volatilità impliciti in un simile contrasto tra finanza trumpiana, vicina agli hedge, al private equity e alle criptovalute, e i colossi del risparmio gestito. In ultima analisi, il governo di coalizione di Merz rischia di essere un nuovo modello di capitalismo decisamente poco europeo e molto più teutonico-americano in chiave anti trumpiana.
Provo a spiegarmi meglio.
E' evidente che per fronteggiare l'avanzata della destra radicale, Merz dovrà aumentare il volume della spesa pubblica, soprattutto per ridurre le tensioni e le ostilità maturate verso il tradizionale modello di austerità nelle zone più depresse, dove Afd ha stravinto. In questo senso avrà bisogno di maggior debito, abbandonando le teorie dei liberali di Lindner, ma, in coerenza con le tesi storiche di Schauble, dovrà contrarre tale debito utilizzando gli spazi fiscali tedeschi, senza alcun ricorso al debito comune europeo. Anzi, l'emissione di debito tedesco dovrà avvenire sulla base di una ripresa della competitività tedesca, che dovrebbe rendere il debito tedesco decisamente il meno costoso d'Europa. In altre parole, la Germania tornerà a fare la Germania creata da Merkel, con un rifiuto strutturale di ogni limitazione al surplus commerciale del paese e con una feroce aggressione nei confronti dei debiti degli altri paesi europei.
Del Rapporto Draghi, Merz riprenderà due punti. Il primo è costituito dall'idea di finanziare la spesa militare con il debito comune sottoscritto dai risparmiatori europei. In pratica, per Merz il debito comune è possibile solo senza finanziamento della Bce, con il drenaggio del risparmio, e solo a favore delle spese per la difesa di cui beneficeranno certamente alcuni colossi tedeschi, a cominciare da Rheinmetall, i cui titoli, infatti, stanno già correndo e dove è presente un grande fondo Usa come Fidelity. Il secondo punto del Rapporto Draghi assunto dal liberista Merz potrebbe essere quello di sostenere la costruzione di un mercato unico dei capitali in Europa per valorizzare il risparmio in cui facilitare la creazione di "colossi" finanziari, a partire da Commerzbank, magari legati anche ad un azionariato vicino alle Big Three.
La critica a Unicredit da parte di Merz è infatti interpretabile nella logica di una difesa di una banca dove lo Stato tedesco è il secondo azionista e BlackRock il terzo. In tal senso, la storia personale di Merz, i suoi legami con BlackRock e con le banche d'affari Usa possono facilitare, molto più di quanto sia avvenuto in passato, l'ingresso dei grandi fondi nella proprietà delle aziende tedesche, sfruttando le tensioni che Trump ha ingenerato all'interno del capitalismo finanziario statunitense e i rischi di volatilità impliciti in un simile contrasto tra finanza trumpiana, vicina agli hedge, al private equity e alle criptovalute, e i colossi del risparmio gestito. In ultima analisi, il governo di coalizione di Merz rischia di essere un nuovo modello di capitalismo decisamente poco europeo e molto più teutonico-americano in chiave anti trumpiana.
*Post Facebook pubblicato il 25 febbraio 2025

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