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Mio fratello morto tra gli ultimi e i dimenticati. Ilaria Cucchi racconta la storia di Stefano

 

Il racconto emozionante di Ilaria Cucchi, ospite del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. In un incontro organizzato all'Ex Opg Occupato

 

“Mio fratello Stefano era un ultimo. E' morto inghiottito dal carcere, è morto di indifferenza, giustizia, di dolore, è morto come un cane. Stefano, 31 anni, è morto perchè le persone che in quei giorni hanno avuto a che fare con lui non hanno saputo guardare oltre il pregiudizio, oltre un detenuto”.

 

E' con queste parole che inizia il racconto emozionante di Ilaria Cucchi, ospite del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Un incontro organizzato all' Ex Opg Occupato “Je so pazz” che l'ha vista protagonista, condividendo, insieme ai tanti giovani presenti in sala, una testimonianza fatta di coraggio e verità.

 

Il dibattito “La tortura tra prevezioni e sanzioni”, moderato da Valentina Ripa, ha permesso di sviscerare ed ampliare il tema della tortura e della dignità umana negata in Italia.

 

“Le nostre carceri-afferma-sono strapiene dei cosiddetti “dimenticati” che non hanno alle spalle una famiglia, e di queste persone non importa niente a nessuno. E' bellissimo, secondo me, che oggi questo teatro sia pieno di ragazzi, di studenti: siete voi la nostra unica possibilità di cambiare questa società che fa schifo. Andrò via da qui arricchita con la convinzione che abbiamo speranze almeno per il futuro”.

 

Una cronistoria precisa, dettagliata che ha emozionato e fatto riflettere il pubblico in sala.

 

Ilaria Cucchi ha anche parlato della nuova legge sul reato di tortura . “Quello che mi sento di dire come cittadina è che questa legge è l'ennesima dimostrazione che nel nostro Paese non siamo capaci di fare le cose per bene e senza scendere a compromessi. E' questa la dimostrazione che in Italia il tema dei Diritti Umani interessa a poche persone. E' posto all'ultimo gradino delle priorità e viene puntualmente ritenuto sacrificabile in nome di presunti interessi superiori. Questa legge non farà altro che complicare ancora di più processi già difficili. Ci sono voluti 8 anni per sentir dire “Stefano Cucchi è stato violentissimamente pestato” e tutto questo mi offende”.

 

 

Insieme ad Ilaria Cucchi sono intervenuti Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito, ucciso a Roma nel pre-partita col Napoli e il papà di Davide Bifolco, il 17enne sparato da un carabiniere nel quartiere Traiano.

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