Se gli Usa fossero veramente seri nello sconfiggere il terrorismo, adotterebbero una strategia completamente diversa

L'insostenibile leggerezza della guerra americana contro lo Stato islamico. Stephen Walt su Foreign Policy

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Se gli Usa fossero veramente seri nello sconfiggere il terrorismo, adotterebbero una strategia completamente diversa

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Se Washington fosse veramente seria nello sconfiggere il terrorismo, adotterebbe una strategia completamente diversa, scrive Stephen Walt su Foreign Policy
 
L'attuale natura sgangherata del discorso pubblico sul terrorismo rivela quanto profondamente poco seri siano gli sforzi anti-terrorismo degli Stati Uniti. Affermare questo suona strano, date le centinaia di miliardi di dollari che sono state spese, e le decine di migliaia di vite (sia americane che straniere), che sono state perse nel condurre la "guerra globale al terrore" (o se si preferisce, la "campagna contro l'estremismo violento"). Suona ancora più strano se si considera il vasto esercito di persone che ora sono impiegati per proteggerci dal terrorismo, per non parlare dei paesi che gli Usa hanno invaso, attaccato con i droni, degli assassinii mirati che hanno compiuto, e le montagne di metadati raccolti. Sicuramente tutto questo sforzo dimostra che Washington è profondamente impegnata nella sfida a contrastare al Qaeda, lo Stato islamico, e altri radicali violenti.

Ma non è così. Per cominciare, prendiamo in considerazione i risultati di tutto questo sforzo e questa spesa. Gli Usa hanno una grande industria antiterrorismo, i bilanci dell' intelligence molto più grandi, la sorveglianza del governo più energica, ma il copione antiterrorismo di base si è evoluto poco nel corso degli ultimi 20 anni. In particolare, la struttura di sicurezza nazionale è ancora convinta che il modo principale per sconfiggere i gruppi estremisti sia l'intervento militare, nonostante il sospetto che crei solo più spazi non governati e renda più facile per gruppi come lo Stato Islamico reclutare nuovi membri. Il New York Times ha riferito questa settimana che il Pentagono è ora alla ricerca di una nuova serie di basi militari in in tutto il mondo arabo e islamico in modo che possa proseguire la campagna militare contro lo Stato islamico in maniera più efficace.
 
E' esattamente quello che gli Usa hanno fatto dal 1990, con maggiore energia e impegno nel corso del tempo. Eppure ci sono più affiliati di al Qaeda oggi rispetto al 2001, e organizzazioni come lo Stato islamico non esistevano nemmeno allora. E' possibile che l' intero approccio sia stato mal concepito ed abbia peggiorato il problema invece di risolverlo? E quale sarebbe un approccio più serio?
 
Se gli Stati Uniti fossero veramente serio sull terrorismo, inizierebbero a misurare correttamente il livello di minaccia e comunicherebbero la valutazione al popolo americano.
 
Come numerosi studi accademici hanno dimostrato, il rischio reale di terrorismo per l'americano medio è notevolmente basso. Nel loro nuovo libro Chasing Ghosts, John Mueller e Mark Stewart  stimano che la probabilità che un americano venga ucciso da un terrorista è circa una su 4 milioni ogni anno. Rispetto ai pericoli più prosaici che affrontiamo ogni giorno, questo livello di rischio è assurdamente piccolo. Eppure, invece di usare la logica e le prove per rassicurare il popolo americano, i leader di entrambi i partiti hanno incoraggiato, dall'11 settembre, la paura irrazionale del terrorismo per guidare una serie di politiche controproducenti. Anche il presidente Barack Obama, che sembra avere una visione più misurata rispetto a molti dei suoi colleghi, ha fatto un lavoro piuttosto deludente nel rassicurare il pubblico nel suo recente discorso dallo Studio Ovale
 
 
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Se gli Stati Uniti fossero veramente seri nello sconfiggere il terrorismo, dovrebbero avere una discussione più onesta e aperta circa le loro responsabilità nella nascita e diffusione del fenomeno
 
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Se gli Stati Uniti fossero veramente seri nello sconfiggere il terrorismo, dovrebbero avere una franca discussione sul ruolo dei mezzi di comunicazione.

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Se gli Stati Uniti fossero veramente seri nel combattere il terrorismo, avrebbero un approccio più risoluto verso i vari "alleati" americani, che sono parte del problema piuttosto che essere parte della soluzione.
 
Funzionari degli Stati Uniti dovrebbero denunciare la Turchia pubblicamente per le sue azioni contro le forze curde che combattono lo Stato islamico, per la porosità della sua frontiera con il territorio controllato dallo Stato Islamico, e per il suo ruolo nel contrabbando di petrolio e altre azioni che stanno sostenendo finanziariamente il gruppo militante. Invece di  rassicurare l'Arabia Saudita per l'accordo con l'Iran, dovrebbero avere alcune conversazioni spiacevoli sul ruolo saudita nel promuovere il wahabismo e la sua connessione con i movimenti estremisti come lo Stato islamico. E, a proposito, mettere tale questione in cima all'agenda non è un atto ostile, visto che al Qaeda e lo Stato Islamico sono essi stessi potenziali minacce per la Casa di Saud. Gli Usa dovrebbero inoltre far capire al governo israeliano che la questione palestinese è una questione di sicurezza nazionalei, e dovrebbero condizionare il "rapporto speciale"  alla creazione di uno Stato palestinese e non solo alle solite promesse vuote.

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