Se un Parlamento non può decidere come spendere la sua ricchezza nazionale, a che serve eleggerlo?
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L'ultima parola sulle spese e sulla distribuzione della ricchezza nazionale nei paesi aderenti alla moneta unica non appartiene più ai Parlamenti. Lo staff del Telegraph scrive un articolo in cui "rabbrividisce" per il fatto che per la prima volta, la Commissione Europea usi i suoi nuovi poteri per sottoporre a revisione i bilanci statali prima dell'approvazione parlamentare.
Mettendo in discussione il bilancio preventivo italiano, scrive il Telegraph, Bruxelles ha fatto in modo che la stabilità politica e la fragile ripresa della terza economia dell'Eurozona siano ora ancor più in dubbio. Se la Gran Bretagna fosse entrata nell'euro, la Camera dei Comuni non avrebbe più un diritto democratico che risale alla storica battaglia del Parlamento contro Carlo I sul "potere della borsa". Invece, il Cancelliere dovrebbe sottoporre il bilancio a Bruxelles e, prima del voto dei Parlamentari, esso dovrebbe essere esaminato da funzionari stranieri e dai Ministri delle finanze Europei.
Funzionari UE non eletti, conclude il Telegraph, sarebbero in grado di dare istruzioni per modificare le linee di politica economica, e se il governo o il Parlamento si rifiutassero di attenervisi, potrebbero imporre delle penalità tramite la Corte di Lussemburgo. Si tratta di un pericoloso deficit democratico.
Per la traduzione completa dell'articolo si rimanda e si rigrazia Voci dall'estero.


