Se Varoufakis sarà accusato di tradimento, anche Dijsselbloem dovrebbe affrontare le stesse accuse

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Se Varoufakis sarà accusato di tradimento, anche Dijsselbloem dovrebbe affrontare le stesse accuse

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All'indomani della pubblicazione dei nastri nel quali Varoufakis ha rivelato i suoi piani di creare un sistema bancario parallelo, in caso di fallimento dei negoziati con i creditori internazionali, per un ritorno ad una moneta nazionale, la Corte Suprema di Atene ha inviato al Parlamento la richiesta di procedere nei confronti dell'ex ministro delle Finanze Yanis Varoukakis, a seguito di due azioni legali promosse da Apostolos Gletsos, sindaco di Stylida e leader del partito Teleia e Panayiotis Giannopoulos, un avvocato. 

Ciò che rende le cose confuse, è che l'affermazione centrale fatta da Varoufakis, vale a dire che la Troika controlla le entrate fiscali della Grecia e il fisco ellenico doveva essere hackerato, è stata rigorosamente smentita dalla portavoce della Commissione europea Mina Andreeva che ha descritto come "false e infondate" le affermazioni di Varoufakis che il Fisco ellenico è controllato dai creditori del paese.
 
In altre parole, se Andreeva ha ragione, allora il piano di Varoufakis di hackerare il sistema fiscale greco era solo aria fritta, e l'ex ministro è colpevole di nulla di più che di auto-esaltazione.
 
D'altra parte, se la Grecia troverà una base giuridica per accusare Varoufakis di tradimento solo per aver preparato un piano B, si porrà ad una domanda interessante: se Varoufakis è un criminale solo per aver predisposto un piano B, la stessa accusa di tradimento dovrebbe essere lanciata niente di meno che nei confronti della nemesi di Varoufakis, il presidente dell'Eurogruppo e il ministro delle Finanze olandese, Jeroen Dijsselbloem. 

Ricordiamo che "In un'intervista con RTL, il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem  ha ammesso che il governo olandese ha studiato a lungo quello che sarebbe potuto accadere se i piani per salvare l'euro non avessero funzionato. E il suo predecessore, Jan Kees de Jager, aveva rilevato, nel dettaglio, come l'Olanda avesse lavorato insieme alla Germania ed altri gruppi di esperti per come introdurre nuovamente la valuta nazionale e gestire la fase di transizione di collasso della moneta unica europea". 



 

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