Senatore USA Kelly contro Trump: "Attacco all'Iran errore da 40 miliardi"
Un senatore statunitense ha sottolineato che Donald Trump si trova in una posizione di stallo nella sua guerra contro l'Iran, senza alcuna strategia per uscire da quello che ha definito un disastro.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è cacciato in questa situazione senza un obiettivo strategico, senza un piano, senza una tempistica e senza una strategia di uscita. È bloccato, ha dichiarato domenica il senatore democratico dell'Arizona Mark Kelly durante un'intervista con ABC News, riferendosi agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l'Iran il 28 febbraio.
Kelly ha ribadito che Trump ha avviato la campagna militare senza una programmazione chiara e che ora sta cercando di ripristinare la situazione precedente al conflitto.
Il senatore ha inoltre ricordato che, prima delle incursioni statunitensi e israeliane, lo Stretto di Hormuz era aperto e le forze statunitensi avevano subito perdite contenute, con non più di 20 morti e 800 feriti. Si è trattato di un disastro, di un errore dovuto interamente alla leadership fallimentare del presidente, ha aggiunto. Facendo riferimento ai danni subiti dalle basi statunitensi in Medio Oriente a causa delle ritorsioni iraniane, Kelly ha stimato che il costo complessivo della guerra potrebbe superare i 40 miliardi di dollari.
Secondo il senatore, il conflitto scatenato da Trump rappresenta un elemento chiave che potrebbe spingere gli elettori a sostenere i Democratici.
La guerra commerciale e i dazi promossi da Donald Trump, con il benestare dei Repubblicani al Congresso, stanno mettendo in ginocchio i cittadini americani. Le famiglie non riescono più a vivere con dignità e, quando si fa fatica a sfamare i propri figli, tutto il resto passa in secondo piano, ha concluso.
Le dichiarazioni di Kelly arrivano dopo il rifiuto di Trump nei confronti della proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni e di stabilire un cessate il fuoco. Lo stesso giorno, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araqchi ha dichiarato a NBC News che Teheran avrebbe riaperto lo stretto in cambio di azioni concrete da parte degli Stati Uniti, tra cui lo sblocco dei fondi congelati e l'autorizzazione a vendere il proprio petrolio.
In questo scenario, le autorità iraniane hanno ribadito i propri avvertimenti sulle ripercussioni di una nuova escalation: qualora gli Stati Uniti e Israele dovessero colpire ancora gli interessi nazionali dell'Iran, il fronte del conflitto si amplierà ulteriormente.


