Serbia. Migliaia in piazza contro il governo per l’accordo con l’Ue sul Kosovo
1158
Non si è fatta attendere la risposta di parte della società civile e religiosa alla decisione presa qualche settimana fa dai governi di Belgrado e Bruxelles per la questione del Kosovo. Partiti di estrema destra, movimenti di lingua serba residenti nel nord della regione kosovara e membri della Chiesa ortodossa sono scesi in piazza contro l’accordo firmato dal premier Ivica Dacic e dall’Alto rappresentante della politica estera Ue Catherine Ashton, che sancisce il riconoscimento di fatto dell’indipendenza del Kosovo da parte del governo di Belgrado.
Al grido di “Tradimento, Tradimento”, sono state date alle fiamme le gigantografie del presidente serbo Nikolic, del vice primo ministro Vucic e dello stesso Dacic. Inoltre, gli slogan incessanti arrivati dalla folla sono stati “Noi libereremo il Kosovo” e “Io voglio Mosca, non Bruxelles”. Intanto, dal Montenegro, l’arcivescovo metropolita Amfilohije Radović ha pregato perché: “il Kosovo rimanga all'interno dei confini serbi”, in quanto nel suo territorio si trova la chiesa più importante della comunità ortodossa.
Al grido di “Tradimento, Tradimento”, sono state date alle fiamme le gigantografie del presidente serbo Nikolic, del vice primo ministro Vucic e dello stesso Dacic. Inoltre, gli slogan incessanti arrivati dalla folla sono stati “Noi libereremo il Kosovo” e “Io voglio Mosca, non Bruxelles”. Intanto, dal Montenegro, l’arcivescovo metropolita Amfilohije Radović ha pregato perché: “il Kosovo rimanga all'interno dei confini serbi”, in quanto nel suo territorio si trova la chiesa più importante della comunità ortodossa.


