Sergio Romano: "Il colpo di stato in Ucraina e' stato percepito da Mosca come un atto ostile dell'occidente"

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Sul sito Linkiesta, Francesco Cancellato firma un’intervista a Sergio Romano. Tante le riflessioni interessanti dell’ex ambasciatore italiano a Washington, il quale ritiene che questo incandescente clima da guerra fredda (gioco di parole voluto) non sia solo colpa della Russia.

 

Tra i tani cenni di rilievo riportiamo quanto dice a proposito della rivoluzione ucraina, foriera di tante tensioni tra Oriente e Occidente: su quella oscura vicenda «non bisognerebbe dimenticare l’intesa raggiunta col presidente filorusso Yanukovich, che aveva accettato di indire nuove elezioni. L’accordo era stato certificato dai quattro ministri degli esteri di Francia, Germania, Polonia e Regno Unito. Solo che la notte seguente a quell’accordo c’è stato il colpo di Stato in Ucraina che ha destituito Yanukovich. È stato quell’evento a far precipitare la situazione. Un atto che, a torto o ragione, Mosca ha interpretato come ostile ed eterodiretto dagli Stati Uniti».

 

Nota a margine. Una ricostruzione nota di quelle vicende che pure suona inedita. Ne hanno dette tante su quei giorni funesti che la narrazione mitologia ha preso il posto dei fatti reali. Una semplice cronologia aiuta a dissipare tali nebbie. Esercizio utile per ricercare il bandolo di una matassa tanto aggrovigliata quanto pericolosa per la stabilità europea.


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