Settore destro annuncia la mobilitazione totale contro i separatisti in Ucraina orientale

Nella città di Slavjansk ci sono già i primi morti

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Settore destro annuncia la mobilitazione totale contro i separatisti in Ucraina orientale

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Con milizie armate che hanno preso il controllo di edifici amministrativi e di strutture di polizia e dei servizi segreti, soprattutto nelle città di Donetsk, Lugansk e nelle aree circostanti, la situazione dell'Ucraina orientale è al collasso. Il governo ucraino ha dato l'ordine alle forze di sicurezza di iniziare un’operazione anti-terrorismo nell'Ucraina orientale contro i manifestanti filo-russi. E nella città di Slavjansk ci sono i primi morti. A scriverlo è il corrispondente a Mosca di Der Spiegel

Le task force dei separatisti dell’Ucraina orientale, prosegue il giornalista tedesco, assomigliano più alle “forze di autodifesa” multicolori della Crimea che non ad un distaccamento dei marines da Mosca nelle loro uniformi verde scuro. Ciò non esclude che tra i combattenti ci siano anche russi, volontari o membri delle unità speciali. Diversamente dalla Crimea, apparentemente Mosca non disporrebbe di unità regolari sul territorio del paese limitrofo. È possibile che anche gli uomini dell’unità speciale “Berkut” (“aquila reale”) si siano uniti alla rivolta. La polizia sarebbe rimasta leale a Viktor Yanukovich, ed infatti è stata sciolta immediatamente dai nuovi governanti.
 
La maggior parte della popolazione è al momento passiva agli avvenimenti ma il tutto potrebbe cambiare. Se Mosca si dovesse schierare per i diritti “dei cittadini di lingua russa in Ucraina orientale”, allora il Cremlino attirerebbe l’attenzione di un’alta percentuale di cittadini. A Donetsk, è circa del 70 per cento. Tuttavia, i sondaggi  stimano la percentuale di sostenitori dell’annessione al 33 per cento, ma sottolineano anche che solo il 24 per cento degli ucraini nella parte orientale del paese avrebbe sostenuto la rivoluzione di Maidan.


 
Il governo ucraino ha concesso parecchio tempo ai separatisti, che hanno occupato gli edifici pubblici nella parte orientale del Paese, molto probabilmente perchè non avevano avuto abbastanza unità di polizia dalla loro parte. In molte città, i poliziotti hanno abbandonato importanti edifici pubblici di loro spontanea volontà. Gli insorti hanno occupato addirittura un arsenale, senza incontrare la minima resistenza.
 
Cosa vuole la Russia? Secondo il giornalista dello Spiegelo forse l’integrazione dell’est dell’Ucraina, industrialmente molto forte, o come parte della Federazione russa o sotto forma di leale Stato vassallo di Mosca. Tuttavia, ciò comporta notevoli rischi. Militarmente, è vero che la Russia potrebbe sconfiggere l’esercito ucraino. Ma al fine di distruggerlo completamente, le armate russe dovrebbero spingersi fino al Dnieper o addirittura fino a Kiev - e quindi, però, in un territorio dove la popolazione non accoglierebbe le truppe di Mosca con i fiori, ma con le armi in mano. La Russia verrebbe poi isolata a livello internazionale per decenni, e le conseguenti gravi sanzioni economiche rischierebbero di aggravare la già evidente stagnazione dell’economia russa.


 
È quindi da ecludere il pericolo di un’ulteriore escalation? Assolutamente no. Né il governo di transizione di Kiev né Mosca hanno ancora il completo controllo dei gruppi ortodossi su entrambi i fronti. I manifestanti pro-russi sembra che abbiano catturato centinaia di armi automatiche, e forse hanno anche ricevuto forniture direttamente dalla Russia. Diversamente dalla Crimea, qui fanno uso dei loro fucili senza esitazione.
 
Dall’altra parte, anche il fronte nazionalista ucraino si sta muovendo contro i separatisti. Il “Settore destro” ha annunciato la “mobilitazione totale”, forte di circa 10.000 uomini.


Per una traduzione completa dell'Articolo si rimanda e si ringrazia a La Grotta

 

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