Sfida totale di Netanyahu e Katz: occupazione a tempo indeterminato in Libano, Siria e Gaza
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il Ministro della Difesa Israel Katz hanno dichiarato apertamente che le forze armate manterranno l'occupazione militare di porzioni del Libano meridionale, della Siria e della Striscia di Gaza "per tutto il tempo necessario", una mossa che si scontra direttamente con il diritto internazionale.
Durante una cerimonia di consegna dei diplomi agli ufficiali combattenti nel sud del Paese, Netanyahu ha annunciato che le truppe rimarranno a tempo indeterminato nelle cosiddette "zone di sicurezza" istituite in quei territori. Katz ha ribadito fermamente questa posizione, respingendo ogni pressione esterna per il ritiro e precisando che Tel Aviv non lascerà il Libano meridionale nemmeno nel caso in cui fosse l'amministrazione del Presidente statunitense Donald Trump a chiederlo.
Questa linea dura è stata comunicata direttamente ai vertici di Washington: Katz ha informato il Segretario alla Difesa USA Pete Hegseth, mentre Netanyahu ha avuto un colloquio sullo stesso tema con Donald Trump.
Lo scontro con i trattati e l'escalation sul campo
La presa di posizione di Israele arriva nonostante l'articolo 1 del recente Memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti (entrato in vigore il 18 giugno) richieda esplicitamente la "cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano" e impegni le parti a garantire la sovranità e l'integrità territoriale di Beirut.
Sul campo, tuttavia, le violazioni del cessate il fuoco continuano. Oltre a mantenere il controllo terrestre, Israele ha proseguito i bombardamenti aerei sui sobborghi meridionali di Beirut e sulle città di confine. Secondo le autorità libanesi, il bilancio delle vittime collegate alle offensive ha superato le 4.230 persone a partire dallo scorso marzo.
Per diversi analisti, le dichiarazioni dei vertici israeliani – rilasciate in un momento di forti dissidi interni e crescenti pressioni internazionali – rappresentano un tentativo di proiettare un'immagine di fermezza, ma rischiano di alimentare ulteriormente la resistenza armata nella regione.


