Sheinbaum blinda la Quarta Trasformazione in Messico: “Nessun governo straniero ce la ruberà”

Acqua, università e Tren Maya: il bilancio di un governo che rivendica la differenza con un passato neoliberale corrotto ed elitario

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Sheinbaum blinda la Quarta Trasformazione in Messico: “Nessun governo straniero ce la ruberà”

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Lo Yucatán, nella giornata di sabato, è stato palcoscenico di un messaggio che va ben oltre l’inaugurazione di un edificio scolastico, vista anche la fase di grosse tensioni con gli Stati Uniti. Con la posa della prima pietra di una nuova sede dell’Università Rosario Castellanos, la presidente Claudia Sheinbaum ha voluto tracciare un solco profondo tra il presente e il passato, dipingendo il suo progetto politico come una cittadella inespugnabile, protetta dalla volontà popolare e blindata contro nemici interni ed esterni. Un discorso potente e identitario, in un momento in cui le tensioni geopolitiche e e le ingerenze USA tramite la CIA tornano ad agitare il dibattito nazionale.

Di fronte a una folla di decine di studenti, la presidente ha usato parole volte a scolpire il concetto chiave del suo mandato: la “Quarta Trasformazione”. Non si è limitata a definirla una continuità amministrativa, ma l’ha descritta come un patrimonio esclusivo del popolo messicano. “Nessuno ruberà la trasformazione al popolo del Messico”, ha scandito, precisando che questa non potrà essere strappata via da governi stranieri, né tantomeno dai “corrotti di prima” che, come denuncia, oggi cercano rifugio sotto l’ala di un movimento che non gli appartiene. È stato un avvertimento chiaro, un atto di recinzione simbolica dell’eredità politica che la lega al suo predecessore Andres Manuel Lopez Obrador.

La scelta del luogo non è casuale. Celebrando i quarant’anni dalle sue battaglie universitarie per un’istruzione gratuita, Sheinbaum ha realizzato un intervento basato sulla coerenza storica. Ha ricordato i tempi dei governi neoliberali, quando l’istruzione veniva concepita come un privilegio per pochi, per poi elencare, come in un bilancio contabile, le opere del suo esecutivo: i nuovi campus, l’espansione della sanità, la mastodontica opera del Tren Maya e le borse di studio. Il messaggio di fondo è chiaro e colpisce come una frustata retorica: oggi si può fare ciò che ieri era impossibile per un unico, semplice motivo. “Non siamo corrotti”, ha spiegato, “noi non rubiamo i soldi del popolo”.

In questa cornice di forza, la presidente ha però teso la mano al governatore locale, Joaquín García Mena, che aveva appena dipinto un quadro di emergenza urbana. La crescita disordinata di Mérida sta strozzando la zona metropolitana, con tubature che non reggono la pressione, strade intasate e un bisogno disperato di sicurezza. La richiesta di un maxi-credito da un miliardo e mezzo di pesos, da co-finanziare con la federazione – come riferisce il quotidiano La Jornada - ha trovato risposta nella promessa presidenziale di sostegno immediato per le opere idriche. Un modo per dimostrare che la trasformazione non è solo una bandiera ideologica, ma deve tradursi in acqua corrente e traffico fluido. Vale a dire, in opere a concrete a favore della popolazione.

Il messaggio è stato poi ulteriormente diffuso sui social network, diventando un manifesto di resistenza attiva. Sheinbaum ha ribadito che il popolo oggi è “sveglio, cosciente e organizzato”, una triade civica che rende vano ogni tentativo di condizionamento. Le decisioni, ha sottolineato, non le prendono più le élite né obbediscono a interessi economici calati dall’alto o imposti dall’esterno. È un messaggio di dignità ferita e reattiva, dove la rivendicazione delle conquiste sociali si mescola a una strategia di allerta permanente: i diritti si possono perdere se non si ha la consapevolezza di custodirli. In un solo affondo retorico, la presidente ha legato il suo destino a quello della piazza, chiudendo ogni spazio a tradimenti o slittamenti. “Io governo con il popolo, la forza me la dà il popolo”, ha chiosato, ribadendo che lei risponde solo al popolo e si muove per soddisfare le sue istanze.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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