Negli ultimi tre mesi sui media si è molto discusso delle barbariche decapitazioni degli ostaggi occidentali portate avanti dall'Isis. Ma questo rituale barbarico è portato avanti da decenni a poche miglia di distanza dall'ISIS, in Arabia Saudita. Perché non troviamo la stessa enfasi sui media? Come è possibile che ci sia una tale incongruità da parte della stampa? In un'intervista con Newsweek della reporter di CBC Anna Maria Tremonti, la risposta viene data in modo diretto e senza tanti giri di parole: "nessuno si permette di criticare l'Arabia Saudita per il petrolio".
“I crimini commessi dall'Isis in Siria e Iraq sono immensi e repellenti. Ma i video di estremisti che decapitano di proposito gli ostaggi appaiono irritanti. La decapitazione come mezzo di esecuzione terrorizza le persone, ma mentre il mondo condanna l'ISIS, non fa lo stesso con una nazione che in modo ripetitivo punisce i suoi criminali in un modo similare. E, a volte, la punizione è per fatti che in occidente non sarebbero neanche considerati crimini”, sostiene Tremonti, che, a proposito delle decapitazioni, aggiunge come l'esecutore: “dice di fare il lavoro di Dio. Uno si chiede se sta facendo anche il lavoro di Goldman”.
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