Dopo lo scandalo di plagio della sua tesi di dottorato, il presidente della repubblica ungherese Pal Schmitt ha annunciato lunedì le sue dimissioni. “Dato che la mia persona è divenuto sinonimo di divisione, sento che mio dovere è quello di separarmi dal mio posto”, ha dichiarato davanti al Parlamento. La revoca del titolo era stata decisa giovedì dal senato dell'università Semmelweis di Budapest dopo che una commissione composta da cinque membri aveva appurato che 200 delle 215 pagine della tesi erano la diretta traduzione o mostravano "somiglianze parziali" con altri lavori. A seguito della decisione molti oppositori avevano chiesto le dimissioni, ma Schmitt, ex olimpionico di scherma e membro del Comitato internazionale olimpico dal 1983, aveva detto che non si sarebbe dimesso.
La questione era stata sollevata a gennaio dalla rivista HVG, che aveva pubblicato alcuni passi della tesi di Schmitt, una traduzione di un testo francese di un esperto bulgaro, Nikolaï Georgiev. Il caso è simile a quello dell'ex ministro della difesa tedesco, Karl-Theodor zu Guttenberg, figura politica in ascesa tra i cristiano democratici, che nel 2011 è stato costretto alle dimissioni dopo uno scandalo simile di plagio della sua tesi di dottorato.
Le dimissioni di Schmitt avvengono in un periodo cruciale per la storia politica del paese. Dopo che la nuova legislazione voluta dal governo Orban sulla giustizia, media e banca centrale sono costate all'Ungheria l'apertura di tre procedimenti d'infrazione da parte della Commissione europea, le dimissioni del capo di stato destabilizzano ancora di più un sistema politico in crisi.
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