SIPRI - Due terzi delle armi importate dai paesi europei della NATO provengono dagli Stati Uniti
Quasi due terzi delle armi importate dai membri europei della NATO negli ultimi cinque anni sono state prodotte dagli Stati Uniti. Secondo i dati dell'Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri), tra il 2020 e il 2024 le importazioni di armi da parte delle nazioni europee sono più che raddoppiate rispetto ai cinque anni precedenti, in risposta all'inizio delle operazionid della Russia in Ucraina nel 2022. Lo riporta oggi il Financial Times.
"Gli Stati Uniti hanno fornito il 64% di queste armi, in aumento rispetto al 52% del periodo 2015-2019". Mathew George, direttore del programma sui trasferimenti di armi del Sipri, ha dichiarato al FT che "gli Stati hanno portato avanti le decisioni di acquistare armi statunitensi nonostante gli appelli pubblici a adottare misure per ridurre la loro dipendenza dalle importazioni di armi e rafforzare l'industria degli armamenti in Europa”.
"Le cifre sottolineano la portata della sfida che i leader europei devono affrontare nel tentativo di ridurre la loro dipendenza militare dagli Stati Uniti, poiché il presidente Donald Trump ha chiesto all'Europa di assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza". La scorsa settimana, prosegue il FT, i leader dei 27 membri dell'UE hanno approvato nuove iniziative di finanziamento della difesa proposte da Bruxelles, tra cui uno strumento che fornirebbe 150 miliardi di euro in prestiti alle capitali da spendere in capacità militari. "Gli Stati Uniti sono rimasti il fornitore preferito per le capacità avanzate di attacco a lungo raggio, come gli aerei da combattimento", si legge nel rapporto del Sipri.
I dati mostrano anche che i primi 10 esportatori di armi negli ultimi cinque anni sono stati gli stessi del periodo precedente, ma che la Russia è scesa al terzo posto dietro la Francia a causa del calo delle esportazioni.


