Siria : Il Free Syrian Army occupa diversi valichi di frontiera con Iraq e Turchia
Sempre più intensi i combattimenti nella capitale
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Fonti della Sicurezza irachene hanno confermato che il Free Syrian Army (FSA) ha occupato diversi valichi frontalieri della Siria, a confine con la Turchia e con l’Iraq. Il FSA avrebbe preso il controllo di Abu Kamal, lungo la direttrice Damasco – Kabul, una delle rotte commerciali più importanti in Medio Oriente e i valichi turchi di Bab al-Hawa e Jarablus. L’Esercito siriano regolare è però riuscito a mantenere il controllo di altri due principali valichi di frontiera con l’Iraq.
Continuano intanto i combattimenti nella capitale dove il FSA controllerebbe l’aeroporto militare di Mezzeh mentre l’Esercito regolare ha schierato i carri armati e intensificato i combattimenti nei quartieri di Midan e Jubar. Si aggrava però il bilancio dei morti nell’attentato di mercoledì, a cui si aggiunge anche il Capo della Sicurezza Nazionale, Hisham Ikhtiar.
Nelle ore successive all’attentato erano circolate voci su una possibile fuga in Russia dei coniugi Assad mentre l’Ambasciatore russo in Francia, Orlov, avrebbe affermato che il Presidente sarebbe disposto a lasciare il potere in “maniera civile”. Entrambe le notizie sono state smentite dal Ministero dell’Informazione siriano..
L’intensità degli scontri che si stanno verificando a Damasco, l’attentato contro la sede della Sicurezza Nazionale e l’occupazione dei valichi di frontiera sembrerebbero mostrare un livello di coordinamento e di efficacia finora inediti nell’azione dei ribelli.
Sul fronte diplomatico, intanto, dopo il veto posto da Russia e Cina sulla bozza di Risoluzione presentata dalle Potenze Occidentali, il Consiglio di Sicurezza è chiamato a decidere il futuro della Missione degli Osservatori internazionali in Siria, UNSMIS in scadenza il 20 luglio.
La Risoluzione, che i delegati di Russia e Cina hanno ritenuto “unilaterale” in quanto avrebbe imposto sanzioni a carico del solo regime, conteneva un prolungamento di 45 giorni della Missione. Dopo la bocciatura della Risoluzione, gli Stati Uniti hanno fatto sapere di non appoggiare più un’estensione della Missione dopo il “fallimento” del Consiglio di Sicurezza. La Gran Bretagna opta invece per un’estensione di 30 giorni, prorogabili solo se il regime ritirerà le truppe dalle città.
Duro il commento del Presidente del Consiglio Nazionale Siriano che ha giudicato l’azione del Consiglio di Sicurezza anacronistica rispetto alle esigenze attuali.


